Tumore al fegato, la prevenzione è fondamentale

 
Angela Gennaro
12 febbraio 2009
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Tumore al fegato: la prevenzione prima di tutto. Presso l’Auditorium Centro Congressi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 12 al 14 febbraio è in corso il Convegno, che riunisce oncologi e gastroenterologi di tutta Europa, dal titolo: Eage postgraduate course on gastrointestinal and liver oncology. Il topic principale dell’incontro è proprio la prevenzione: un’azione che fermi l’avanzare della cirrosi, in modo da allontanare il pericolo proprio di un tumore al fegato, l’epatocarcinoma. Questo tipo di cancro rapresenta il 2-3% nel novero della generalità di questo tipo di patologie: ogni anno, ad ammalarsi, sono in 10mila.

La ricerca medica ha implementato nuovi farmaci antivirali, e al convegno di Roma vengono presentati proprio i risultati terapeutici.

Antonio Gasbarrini, ordinario di gastroenterologia alla stessa Cattolica, spiega la situazione:

Più del 95% dei malati di tumore al fegato è infatti cirrotico e nel 5% dei casi di cirrosi il decorso della malattia porta inevitabilmente al tumore. Bisogna prevenire, agire a monte bloccando questa endemia di cirrosi aumentata in maniera esponenziale negli ultimi decenni; una patologia che in piu’ della meta’ dei casi si sviluppa a causa del virus dell’epatite B o C, oppure per abuso di alcol

La vaccinazione per il virus dell’epatite B è obbligatoria in Italia dal 1991, mentre per la C, i nuovi farmaci che hanno rivelato risultati promettenti, sono: gli inibitori delle proteasi, della HCV-polimerasi e della ciclofilina. Si tratta di sostanze che fermano la cirrosi sul nascere, impedendole quindi di degenerare in cancro.

Al Convegno si parla anche di prevenzione secondaria: un controllo, effettuato ogni semestre, del sangue dei cirrotici e attraverso anche l’ecografia epatica.

[Via|AGI]

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