Hiv: bimba guarita da Aids grazie a cure veloci?

 
Valentina Cervelli
4 marzo 2013
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aids Hiv: bimba guarita da Aids grazie a cure veloci?

Una neonata sarebbe “funzionalmente” guarita dall’Hiv dopo una cura antiretrovirale subita 30 ore dopo la nascita. Se la remissione dal virus causa dell’Aids risultasse permanente, si sarebbe davvero intrapreso un grandioso passo nella lotta contro questa malattia.

Il tutto è avvenuto grazie alla collaborazione tra le squadre di scienziati dell’Istituto Johns Hopkins, dell’Università del Mississippi e dell’University of Massachusetts. Il caso in questione sarebbe il primo al mondo di “cura funzionale” di una bambina affetta da HIV e trattata quando ancora neonata, subito dopo il parto.  Questo evento potrebbe rappresentare un crocevia importante per debellare l’aids nei bambini.

Il caso è stato presentato nel corso della XX Conferenza sui Retrovirus e le infezioni opportunistiche (Croi) di Atlanta. La coordinatrice dello studio riportante l’evento, la dottoressa Deborah Persaud, in collaborazione con la specialista in Hiv pediatrico Hannah Gay dell’Università del Mississippi , ha spiegato come si è giunti a tale traguardo. I farmaci antiretrovirali sono stati somministrati alla piccola entro le trenta ore dalla nascita, riuscendo molto probabilmente a fermare la formazione dei serbatoi virali: vengono chiamate così le cellule dormienti nel sistema immunitario che sono responsabili del riacutizzarsi della malattia una volta interrotta la terapia in corso.  Commentano le scienziate:

La terapia antivirale nei neonati, che inizia a pochi giorni di esposizione, può aiutarli a eliminare il virus e a raggiungere una remissione a lungo termine, impedendo così la formazione di nascondigli virali.

La bambina, va ripetuto, viene considerata funzionalmente guarita. Si tratta di uno stato nel quale una persona affetta dal virus raggiunge e mantiene una remissione sul lungo termine, in assenza di trattamenti ed i test clinici non riescono a rilevare la replicazione del virus. Quest’ultimo non è sparito, ma la presenza è così minima da non essere riscontrabile se non con metodi definiti “ultrasensibili”. La bambina, nata da una madre infetta, è rimasta sotto antiretrovirali per 18 mesi. A quel punto, interrotta la cura, è stato verificato lo stato di remissione.

Croi

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