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  • dic
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In coda per un rene: Italia ai primi posti per donazioni, molto battuto il mercato estero

Pubblicato da Redazione, in Chiururgia, Organi interni | 2 dicembre 2008 | 13:30

Troppi centri accreditati in alcune regioni, pochi quelli di alta specializzazione e la verità lampante secondo cui – sempre più spesso – i malati sono costretti a cercare un organo all’estero. Di pochi giorni fa la notizia di un catanese che ha deciso di mettere in vendita un rene dopo il falllimento della sua attività e l’immediata risposta di decine di persone pronte ad accaparrarselo.

Già, perchè le statistiche confermano l’allungamento delle liste di attesa di pazienti italiani che vivono nella speranza di trovare un rene nuovo: si è passati dai 6.838 del 2002 ai 6.400 del 2006 per risalire fino ai 7.018 del 2008 – dati fermi al 31 agosto.

Quello del trapianto d’organo è stato, negli ultimi dieci anni, uno dei settori di maggior successo per la medicina del nostro Paese: tutto ciò grazie ad una migliore organizzazione e ad un coordinamento a livello nazionale che ha  funzionato bene grazie all’attività del Centro Nazionale Trapianti.

Così, l’Italia è balzata in cima alle classifiche europee per numero di donazioni – 21 per ogni milione di abitanti. Poi, una improvvisa battuta di arresto che è coincisa col calo delle donazioni e il minor numero di trapianti. La ricerca del rene è quella che coinvolge il maggior numero di cittadini: al secondo posto, per quantità di pazienti in attesa, le richieste di fegato. Poi, a scalare, cuore, polmone e pancreas.

Molti, pur di porre fine ad un calvario pesantissimo, sono disposti a mettersi in cammino fino al punto da sconfinare il continente. E arrivare, per esempio, in Iran dove il commercio degli organi è legale e per un rene lo Stato paga da un minimo di 1.200 ad un massimo di 4.500 dollari e obbliga il ricevente a fare una donazione. Il commercio è permesso solo tra iraniani ma esiste un mercato illegale che non tiene conto della nazionalità e nel quale i prezzi superano le cifre ufficiali.

Oppure in India, dove una legge del 1994 prevede che gli organi possano essere donati solo a persone con cui si è legati da un rapporto di parentela. Tuttavia, la legge viene ampiamente raggirata grazie alla falsificazione dei documenti di parentela e a un giro di chirurghi compiacenti. Secondo recenti dati, ogni anno 2 mila indiani vendono un rene per meno di 2 mila dollari soprattutto a statunitensi, inglesi, canadesi e arabi. Emblematico il caso del Pakistan, dove di 2 mila trapianti eseguiti nel 2005, i due terzi sono stati effettuati su stranieri: qui, tuttavia, dopo lo scandalo legato alla vendita on line, ne è stato proibito il commercio.

Il Sud Africa, invece, è una sorta di intermediario: i donatori provengono dal Sud America o dall’Europa dell’est ma i riceventi sono soprattutto israeliani – un rene viene pagato fino a 20 mila dollari e rivenduto per più di 120 mila dollari. Infine, il caso della Cina, che potrebbe diventare la Terra Promessa per quanti hanno la necessità di un trapianto. Un fegato nuovo costa tra i 40 mila e i 75 mila dollari. Qui gli organi non sono quasi mai donati volontariamente ma espiantati dai condannati a morte.

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Commenti:

Sono stati scritti 4 commenti su "In coda per un rene: Italia ai primi posti per donazioni, molto battuto il mercato estero"

  1. [...] più ai suoi utenti, regalando una speranza di vita a chi da anni è in lista d’attesa per un trapianto. Ebbene, in questo caso non siamo poi così lontani dalla realtà dal momento che la rete viene [...]

  2. [...] è all’avanguardia per ciò che riguarda il trapianto da donatore non vivente, ma non c’è ancora un adeguata [...]

  3. Cinzia Iannaccio

    Scrivo a Jolanda, Maddalena, Franco, Gianni, Giorgio e a tutti gli altri che hanno lasciato un messaggio in questo spazio, proponendo in vendita un proprio organo. Abbiamo dovuto cancellarli. Con sofferenza, perché solo lontanamente (e per nostra fortuna) possiamo capire cosa vi ha portato a queste scelte disperate. Ma non è la strada giusta. E’ una prassi non legale. Solitamente lasciamo i nostri lettori molto liberi di esprimere i propri personali pensieri. Ma questi vostri messaggi oltre che essere fuori legge sono lontani dalla filosofia del nostro blog, che vuole educare ed informare alla salute. La vostra ne sarebbe a rischio. Avete pensato anche a chi potrebbe contattarvi? Che l’espianto avverrebbe in un ambiente probabilmente non adeguato?Non sapete chi vi opererà? E cosa rischiate dal punto di vista delle conseguenze? Per favore, tornate sui vostri passi.

  4. Vincenzo

    @ Cinzia Iannaccio:
    Ciao Cinzia, anch’io ho intenzione di vendere un rene, tutto quello che dici ci puo’ stare ed hai ragione, ma tu cosa faresti all’eta’ di cinquantanni (Che sono i miei anni) con la famiglia rovinata ed un figlio di 10 anni che avra’, anzi, che certamente non avra’ un futuro roseo, e inoltre mi hanno girato tutti le spalle, certo tutti, perche’ in questo mondo di merda, se hai qualcosa ti agevolano e ti cercano ma, se si accorgono che sei in difficolta’ vai pur tranquillo che non si ricordano piu’ di te a cominciare dagli “amici” e per finire ai fratelli. Vuoi scoprire se hai degli amici, oppure degli “amici”? Io mi auguro che tu sia felice adesso e per tutta la vita ma, se vuoi mettere alla prova i tuoi conoscenti e dico tutti, a partire dai genitori e per finire all’ultima conoscenza fatta attualmente, fingi di essere in serie difficolta’ economiche per un periodo e fai spargere la voce, poi mi sai dire. Io ho sempre lavorato dall’eta’ di 7 anni sono stato sempre serio sul lavoro, e per questo mi cercano, ed e’ forse l’unica risorsa che mi e’ rimasta ma, non riesco ad arrivare a fine mese. Tutto questo perche’ ho fatto deggli investimenti sbagliati con i miei soldi pero’, vorrei vedere adesso come si comporterebbero tutte quelle persone che mi hanno girato le spalle se fosse andato tutto bene. Io ti garantisco una cosa, faro’ di tutto e tutti i costi per mettere in carreggiata mia moglie (separati) e mio figlio. Ciao auguri




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