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Glicemia bassa, cause, sintomi, cosa comporta e cosa fare

 
Valentina Cervelli
26 giugno 2013
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Per glicemia bassa si intende un valore di glucosio nel sangue più basso di quello che viene considerato il range di normalità pari a 60/70 mg/dl. Scopriamo insieme quali possono essere le cause alla base di questo disturbo, i sintomi, cosa esso comporta  e cosa si può fare per risolverlo.

Glicemia bassa, le cause

Di solito il nostro organismo tende a compensare i bassi livelli di glucosio nel sangue, iniziando a mostrare segni di sofferenza solo se si supera in ribasso il livello di 50 mg/dl. Le cause alla base di questa “malattia” possono essere molteplici, sia di tipo fisiologico che patologico. Partiamo da quelle che non dipendono da pregressi disturbi o malattie. La glicemia può scendere sotto i livelli considerabili normali per via della gravidanza e di maggiori necessità di zuccheri da parte della gestante; per via di alcuni farmaci come l’insulina, a causa della menopausa, ma anche se si esegue troppa attività sportiva o si digiuna, se si abusa di alcol o se si viene sottoposti a degli interventi chirurgici in area gastrointestinale che possono modificare i tempi di assorbimento del glucosio da parte della persona.

Livelli bassi di glucosio nel sangue possono anche avere cause di tipo patologico come malattie croniche, malattie dell’apparato endocrino, malattie metaboliche e tumori. Ovviamente in questi casi tenere sotto controllo la situazione diventa un tantino più difficile e necessitante di aiuto. In particolare sono da tenere sotto controllo eventuali intolleranze al fruttosio e patologie ereditarie, problemi alla tiroide e malattie di tipo cronico ai reni ed al fegato.

Glicemia bassa, i sintomi

La glicemia bassa si manifesta attraverso diverse tipologie di sintomi, molti a carico del sistema nervoso, dato che il cervello è il primo organo a risentire di livelli bassi di glucosio nel sangue. Ecco quindi che possiamo incorrere in: astenia, mal di testa, debolezza, stanchezza, disorientamento, convulsioni nei casi più gravi e confusione o amnesia. Ed ancora ansia, tachicardia, tremore, sudorazione fredda e nervosismo, senso di fame, nausea, vomito e dolore allo stomaco.

Glicemia bassa, cosa comporta

La pericolosità della glicemia bassa consta proprio in cosa comporta per il nostro organismo, ovvero uno stato di stress elevato che a seconda dell’età di chi viene colpito può portare a diverse conseguenze. Prendiamo i bambini ad esempio. Se il loro livello di glucosio scende troppo, prende il via un processo di chetosi che porta ad acetone e vomito. Ancor più pericolosa è la questione per i neonati, che possono divenire cianotici, e sviluppare un malessere generale correlato da irritabilità, ipotermia, sonnolenza ed inappetenza.

Anche nei più anziani bassi livelli di glucosio portano a situazioni potenzialmente pericolose. In questa fascia di età spesso infatti può capitare che la crisi ipoglicemica passi inosservata o venga scambiata per ictus a causa dei sintomi a carico del sistema nervoso. Ed è pericolosissimo: nei soggetti diabetici infatti delle crisi di ipoglicemia possono con facilità tramutarsi in dei coma diabetici se la situazione non è tenuta sotto controllo o se non sono in grado di somministrarsi l’insulina in modo corretto esagerando con le dosi.

Glicemia bassa, cosa fare

Se lo stato di glicemia bassa dipende da cause fisiologiche e non patologiche, basta mangiare un frutto, bere un bicchiere di acqua con uno o due cucchiai di zucchero ed i livelli torneranno normali senza problemi. L’importante in questi casi è infatti dare all’organismo il nutrimento di cui necessita. In caso di cause patologiche è bene rivolgersi ad uno specialista in endocrinologia che lavorerà di concerto con i professionisti legati alle altre patologie pregresse per gestire in modo migliore l’insulina in coloro che ne fanno uso e dare modo ai pazienti di non incorrere in problemi gravi per il calo della glicemia. L’importante è agire il più presto possibile.

Photo Credit | Thinkstock

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