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Rapex: il condom antistupro

 
Paola
22 marzo 2008
64 commenti

Il condom antistupro si chiama Rapex, il prototipo è stato lanciato sul mercato il 31 agosto del 2005, a Kleimond, in Sud Africa.
E’ quì che infatti si registra un numero abnorme di stupri, ogni 24 secondi una donna viene violentata.

Vediamo nei dettagli quali sono le sue caratteristiche e come si usa.
Si tratta di un dispositivo di lattice, dalle dimensioni di un tampone, che si infila nel canale vaginale come un diaframma. Si inserisce grazie ad un tampone applicatore, e si toglie utilizzando lo stesso applicatore.
Durante la penetrazione le microscopiche setole dentate che lo ricoprono si conficcano nelle carni del violentatore, provocandogli pene infernali. Il dolore è talmente acuto e forte che la donna ha il tempo di fuggire e chiedere aiuto, dal momento che lo stupratore è ko per qualche tempo, e non riesce a reagire.


Nel momento in cui avviene la penetrazione il rapex rimane attaccato al pene e dunque viene rimosso dalla vagina, quando lo stupratore si ritrae. Può essere poi rimosso dal pene solo con un intervento chirurgico. Il rapex servirebbe così anche ad identificare il violentatore, in caso di stupro.

Questo particolare strumento antiviolenza è stato sviluppato da Sonnete Ehlers per far sì che le donne riescano a difendersi contro gli stupratori. L’idea è sorta quando una vittima di stupro le ha detto: “se soltanto avessi potuto avere dei denti laggiù!” Molte sono state le critiche negative al prodotto: è stato definito un metodo medievale, ma la Ehlers ha risposto che anche lo stupro è una rozza pratica che esiste sin da prima del medioevo e dunque…a mali estremi estremi rimedi.
Se gli uomini non riescono ad educarsi da soli al contenimento dei loro rozzi istinti, allora è giusto usare queste tecniche altrettanto spartane.

In questo momento mi vengono in mente le espressioni bestiali che assumono i maniaci e gli stupratori, e non posso che compiacermi all’idea della brutta sorpresa che troverebbero grazie al rapex. Da donna, non concepisco l’idea di violenza sessuale e so quanto possa essere umiliante trovarsi addosso sguardi da maniaci… la sensazione è orribile e solo una donna sa cosa si prova a sentirsi spogliare con gli occhi da gente viscida e sessualmente deviata. Non oso immaginare cosa si può provare in caso di violenza carnale, se solo uno sguardo basta già a creare repulsione.

Quando si puo’ usare il rapex? Conviene che una donna lo usi in quelle occasioni, in cui non si sente totalmente sicura, lunghi viaggi in treno da sola, uscite con uomini poco affidabili, e in generale in tutte quelle occasioni in cui si sente minacciata dal punto di vista del sopruso sessuale (mi viene da chiedere, anche sul posto di lavoro?).

Se vi preoccupa che l’uomo possa accorgersi che lo indossiate, i produttori rassicurano che non è possibile, dal momento che si posiziona dietro le labbra della vagina e che non ha sporgenze visibili nè alcun tipo di stringa.

Non può disperdersi dentro la vagina perchè non supera mai l’altezza della cervice, non ci sono quindi particolari controindicazioni. le infezioni sono possibili, ma solo nel caso in cui si usi lo stesso rapex più volte, bisogna usarne ogni volta uno nuovo, proprio come per un normale profilattico.
Può essere indossato senza problemi per 24 ore consecutive.
L’uso del rapex è legale, dal momento che è uno strumento di autodifesa, e non è nè letale nè fatale.
I costi sono di poco superiori a quelli di un normale condom.
Ovviamente come tutti i profilattici, previene dalla trasmissione di HIV e da gravidanze indesiderate.

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  • #1Trinnity

    Bla bla bla bla…

    13 lug 2011, 11:00 Rispondi|Quota
  • #2Varg

    Sono un uomo e la trovo un’invenzione geniale. Se qualche macho sfranto ha paura di essere vittima di una malvagia strega femminista, segua questo consiglio: prima di metterci il bigolo, metteteci la lingua. Esplorate cautamente e se c’è qualcosa di strano, lo troverete. Più preliminari rendono felice la donna e preservano il volatile.

    13 lug 2011, 14:09 Rispondi|Quota
  • #3nicholas

    @ Varg:

    ahahahaha! quanto sei divertente! ahahahaha!

    14 lug 2011, 10:20 Rispondi|Quota
  • #4Flavio Zabini

    @ Varg:
    Ripeto:
    Di geniale esisteva già la cintura di castità: protettiva e non invasiva (basta tenere la chiave al sicuro e non perderla chiave). Non mi piace il vostro sragionare secondo cui chi è oggetto delle accuse o delle vendette di una donna è già di per sè colpevole e meritevole di pena massima. Tutto va provato secondo le regole dello stato di diritto e tutto deve essere valutato caso per caso, tutto deve prima essere messo in dubbio per dire se è vero sicuramente.

    Chi ha paura di “rimetterci le penne” non è necessariamente un macho sfranto, ma semplicemente un uomo ragionevole (dato soprattutto quanto succede in giro con vendette femminili, demagogia femminista, stupro del diritto e false accuse).

    Comunque, per conto mio, ho smesso da tempo di trovare “attraenti” rapporti con queste femmine. E ora non ho più voglia manco di rispondervi. Mettete in ridere una questione seria, che non riguarda solo questo preservativo.
    Non vi leggerò più.

    19 lug 2011, 14:37 Rispondi|Quota
  • #5Flavio Zabini

    @ Flavio Zabini:
    Dedicato a chi ancora crede si gridi al complotto…
    In realtà siamo già all’aperta associazione a delinquere di stampo femminista, permessa da stupidità cavalleresca e demagogia elettorale di gran parte dei maschi occidentali (soprattutto politici e giudici):
    http://www.comunicazionedigenere.com/2010/10/29/roulette-russa-della-calunnia/

    19 lug 2011, 14:51 Rispondi|Quota
  • #6Mark

    Ma credete che eviti lo stupro..? Dal momento che il Rapex è un preservativo interno, perchè funzioni la donna deve comunque subire una prima penetrazione, oltre magari alle botte ed alla violenza dell’essere spogliata, quindi dubito fortemente che risulti un’esperienza molto meno traumatizzante…
    Inoltre nei paesi occidentali la maggior parte delle violenze avvengono tra le mura domestiche (per esempio in Italia credo che siano più del 90%) dubito quindi che sia utilizzabile..

    17 gen 2012, 22:06 Rispondi|Quota
    • #7Cinzia Iannaccio

      Di sicuro diventa un deterrente, ferisce provocando dolore all’aggressore e favorisce la fuga dell’aggredita, può funzionare anche tra le mura domestiche, evidenzia una violenza e…..punisce in qualche modo, anche se, hai ragione tu, l’aggressione e lo stupro di fatto ci sono egualmente con tutte le conseguenze per l’aggredita.

      17 gen 2012, 22:31 Rispondi|Quota
  • #8Alessandra

    si dovrebbe distribuirlo gratis a tutte le donne che entrano in farmacia, notare nei commenti come i maschi ne parlino con tanto interesse, fosse per me gli aggiungerei dentro un dispositivo che amputa il glande una volta per tutte, così finisce la storia del maschio “arrembante”.
    visto che non riusciamo a rieducarli, tagliamoglielo.

    6 feb 2012, 18:43 Rispondi|Quota
  • #9Pirata Barbarossa

    @ Alessandra:
    Brava! Sei un genio.

    7 mar 2012, 14:57 Rispondi|Quota
  • #10Flavio Zabini

    @ Alessandra:
    Ripeto: se costituisse anche una forma di vendetta per una donna davvero violentata lo ammetterei. Quello che non ammetto è la sua possibilità di essere usato come arma impropria da una donna che invece vuole lei compiere una violenza (fisica, con questo strumento di tortura e di dolore, psicologica, per l’umiliazione, il biasimo sociale, la gogna e la vergogna che ne conseguono per chi ne è vittima senza essere uno stupratore e legale per la denuncia che ne segue quasi automaticamente). Ed ho diritto a temerlo dato che le denuncie false e le vendette arbitrarie da parte femminile esistono (anche se i giornali ne parlano meno delle violenze maschili).

    Tu puoi dire che chi usasse questo preservativo non per autodifesa ma per capriccio, vendetta, rancore o sadismo verrebbe comunque imprigionata. Ma come fa in pratica ad accadere ciò se si parte dal presupposto (alla base del tuo ragionamento a difesa del preservativo) secondo cui sono quantitativamente e qualitativamente più rilevanti le vittime femminili potenzialmente salvate dagli stupri veri rispetto a quelle maschili potenzialmente punite per stupri mai commessi, ed è meglio rischiare che qualche innocente venga ferito dolorosamente o accusato ingiustamente piuttosto che “milioni di donne” restino senza difesa e senza giustizia?
    Se per te una delle funzioni di questo strumento è “taggare il violentatore”, come fai a distinguere il caso della donna che indossa il preservativo per non essere violentata per strada da quella che invita nel proprio letto l’uomo che vuole ferire, castrare o accusare? Se a priori vedi la donna come vittima e l’uomo come carnefice crederai sempre alla versione della prima (che invocherà l’autodifesa anche quando ha agito per capriccio, vendetta personale, rancore generalizzato o sadico diletto). E gli uomini innnocenti (pochi o molti che siano meriterebbero comunque tutela) non avranno mai nè difesa nè giustizia!

    Poichè non tutti coloro i quali si congiungono corporalmente ad una donna che non li avvisa di avere indosso quel preservativo dentato sono a priori degli stupratori, quanto tu dici è potenzialmente equivalente alla frase che apparantemente neghi (ma che affermi per scherzo): tutti gli uomini, infatti rischiano di rimanere castrate (momentaneamente o permanentemente) nel corpo o nella psiche (perchè un trauma del genere renderà impossibili avvicinarsi poi naturalmente alle donne)

    Proprio perchè ho a cuore lo stato di diritto mi preoccupo del possibile uso improprio di queste armi così come di quello di certe leggi che (sull’onda emotiva di fatti più o meno veri, più o meno gravi, più o meno effettivamente numeroso, più o meno giornalisticamente amplificati) per compiacere stupidità cavalleresca e demagogia femminista riducono o dimenticano la presunzione di innocenza.

    Dicono che l’invenzione è geniale? Ingegno? perversione. Di geniale esisteva già la cintura di castità: protettiva e non invasiva (basta tenere la chiave al sicuro e non perderla chiave). Non mi piace il vostro sragionare secondo cui chi è oggetto delle accuse o delle vendette di una donna è già di per sè colpevole e meritevole di pena massima. Tutto va provato secondo le regole dello stato di diritto e tutto deve essere valutato caso per caso, tutto deve prima essere messo in dubbio per dire se è vero sicuramente.

    Tagga lo stupratore?
    Diciamo il presunto stupratore, o il certo amante di una donna distratta che se lo è dimenticato prima del rapporto, o la vittima di una sadica/squilibrata che ha acconsnetito al rapporto ben sapendo la trappola che sarebbe scattata.

    Se tu vuoi amputare il glande al presunto stupratore, e per questo sostieni la vendita di questo arnese (che può colpire la minoranza di stupratori così come la maggioranza di innocenti), allora io voglio amputare la lingua alla presunta mentitrice, e per questo ho parimenti diritto a sostenere la diffusione della legge afghana in europa.
    La donna può essere stronza (nel senso che ho più volte indicato, consistente nell’usare le armi concesse dalla natura alla donna in maniera
    ancora più malvagia di quanto certi bruti usino sulle donne quella fisica,
    e provocante nella sfera psicosessuale dell’uomo che ne è vittima un trauma non minore di quanto non siano per la donna le violenze/molestie, nonchè disagio da sessuale ad esistenzialecon rischio, per il giovane maschio, di non riuscire più a sorridere nel sesso e di avvicinarsi ad una donna senza vedervi motivo di patimento, tirannia e perdita di ogni residuo interesse per la vita),?
    Visto che non riuciamo ad educarla, mandiamola al rogo o alla lapidazione!

    14 mag 2012, 11:14 Rispondi|Quota
  • #11Flavio Zabini

    Pirata Barbarossa wrote:

    @ Alessandra:
    Brava! Sei un genio.

    Idea geniale? idea idiota: la cintura di castità è più efficacie e meno invasiva (previene pemetrazioni e non fa danni). Se non sei sadica, se proprio devi girare con qualcosa addosso usa la buona vecchia cintura di castità.
    Il problema infatti è che questo può essere usato anche non come forma di difesa ma anche come arma impropria da chi (per i più perversi motivi) non avverte l’amante occasionale di avere questo aggeggio addosso (e poi magari racconta di essere stata aggredita). Non è grave tanto che ci sia qualcuna capaca di volerlo fare: è grave che lo possa fare impunemente!

    Dubbia la sua utilità per le vere vittime (basta che si diffodna la notizia e il violento userebbe prima un manico di scopa), possibile il suo uso come arma impropria da parte di vittime sedicentiti tali solo a posteriori, certo il suo effetto peggiorativo sul rapporto fra i generi, sull’approccio all’altro sesso dei ragazzi, già sin troppo intimoriti dalla disparità naturale di desii senza compensazione, indisposti dalla sopravvalutazione estetico-filosoifca della figura femminile (nata nel medioevo e portata al parossismo dalla cultura pc), resi insicuri o incattiviti (umiliati e quindi indotti a divenire per reazione violenti e ostili alle donne) dalla propaganda mediatica che (specie attraverso i filmetti americani) li dipinge o come giullari/imbecilli da irridere perpetuamente nel disio e oltre o come violenti a priori da punire nella maniera più vasta, doloros e perfida possibile.
    Ed ora addio davvero, servi delle femmine e del femminismo e assassini del diritto e della ragione!
    Guai a me se vi leggerò ancora! Contro di voi servono i fatti.

    14 mag 2012, 11:18 Rispondi|Quota
  • #12stabbanana

    non male l’idea.. però certo che se la donna volesse fare la stronz* sarebbero dolori per il malcapitato.. controllare sempre prima con il dito.. dovesse avere tra le cosce, che ne so, uno squalo bianco… :S

    6 apr 2013, 22:15 Rispondi|Quota
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