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Chirurgia in utero per salvare le gambe al nascituro

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Per salvare l’uso delle gambe di una bambina affetta da sindrome della banda amniotica un gruppo di medici del Centro medico dell’Università Monash di Melbourne (Australia) l’ha operata mentre era ancora in utero, alla ventiduesima settimana di gestazione. L’intervento è stato effettuato alla fine dello scorso anno e la bimba, che oggi ha quattro mesi, è nata con il parto naturale otto settimane dopo.


Nella sindrome della banda amniotica si verifica una rottura precoce del sacco amniotico che può causare l’avvolgimento di alcune fibre di placenta attorno al bambino procurandogli malformazioni come la mancanza di uno o più arti o la fusione delle ossa e dei tessuti di piedi e mani (sindattilia).

Nel caso della bimba australiana l’intervento intrauterino è stato eseguito mediante l’inserzione di un ago telescopico che ha permesso di dividere le “briglie amniotiche” con il laser e correnti elettriche. La piccola, che si chiama Leah, è stata sottoposta dopo la nascita a un intervento di chirurgia ricostruttiva e i medici ritengono che abbia buone probabilità di mantenere l’uso di entrambe le gambe.





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