Chemioterapia tumore al seno, come, quando e perché si fa

di Cinzia Iannaccio Commenta

Come, quando e perché si fa la chemioterapia in caso di tumore al seno? La risposta non è semplice e non è valida per tutte le donne. Non sempre è possibile farla o è raccomandata, tutto dipende dal tipo di tumore e dalle condizioni generali di salute della paziente, e non esiste un solo farmaco chemioterapico, ma più di uno, utilizzabili a seconda dei casi. Questa terapia spaventa molto, talvolta più del cancro stesso, ed è per tale motivo che occorre conoscere bene di cosa si tratta.

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Quando e perché si fa la chemioterapia

Chemioterapia neoadiuvante

Il medico oncologo può parlare ad esempio di chemioterapia neoadiuvante da fare prima dell’intervento chirurgico di asportazione della massa. Ha 2 vantaggi e per questo talvolta si fa:

1) riduce le dimensioni del tumore favorendo una rimozione chirurgica meno estesa (si usa in tumori molto grandi al momento della diagnosi spesso non operabili proprio per questo motivo);

2) suggerisce all’oncologo l’efficacia dei chemioterapici impiegati (se la massa non diminuisce è chiaro che dopo l’intervento servirà un altro approccio farmacologico in chemioterapia).

 

Chemioterapia adiuvante

La chemio si può fare anche dopo la mastectomia: è adiuvante, cioè di supporto, atta a favorire il risultato della guarigione dopo la chirurgia, nel caso vi fossero cellule malate in circolo, non visibili. Se non si distruggono con la chemio possono crescere e fare metastasi in altri organi. Dopo la chirurgia del tumore al seno (conservativa o mastectomia) quindi la chemioterapia adiuvante riduce il rischio del cancro al seno di tornare. Terapie adiuvanti che si utilizzano in questo caso sono oltre la chemio anche la radioterapia, la terapia mirata e quella ormonale.

 

Chemioterapia con tumore al seno in fase avanzata

Quando si fa? Anche in tal caso, quando cioè il tumore si è diffuso oltre il seno. La sua durata, i farmaci e l’efficacia dipendono dalla risposta dell’organismo di ogni singola donna.

 

Come si fa la chemioterapia?

Nella maggior parte dei casi (specialmente per trattamenti adiuvanti e neoadiuvanti) la chemio funziona meglio se si utilizzano insieme più farmaci. Molte combinazioni vengono utilizzate, e non è possibile stabilire un mix migliore per tutte le donne. Gli studi clinici continuano giorno dopo giorno per trovare cure sempre più efficaci e tolleranti per l’organismo. Il primo passo è comunque quello della biopsia che permette all’oncologo di comprendere il tipo di tumore e quindi di scegliere il farmaco più indicato.

Quali farmaci?

I farmaci chemioterapici più comunemente utilizzati per il carcinoma mammario in fase iniziale comprendono le antracicline (come la doxorubicina / adriamicina ® e epirubicina / Ellence ®) e i taxani (come paclitaxel / Taxol ® e docetaxel / Taxotere ®). Questi possono essere utilizzati in combinazione con altri farmaci, come il fluorouracile (5-FU), il ciclofosfamide (Cytoxan ®), ed il  carboplatino.

Per i tumori che sono HER2 positivo, il trastuzumab – farmaco mirato, anticorpo monoclonale (Herceptin ®) è spesso dato con uno dei taxani. Il pertuzumab (Perjeta ®) è un altro anticorpo monoclonale che pure può essere combinato con trastuzumab e docetaxel per HER2 tumori positivi.

Molti farmaci chemio sono utili nel trattamento delle donne con carcinoma mammario avanzato, come ad esempio:

  • docetaxel
  • paclitaxel
  • agenti di platino (cisplatino, carboplatino)
  • Vinorelbina (Navelbine ®)
  • Capecitabina (Xeloda ®)
  • Doxorubicina liposomiale (Doxil ®)
  • Gemcitabina (Gemzar ®)
  • Mitoxantrone
  • Ixabepilone (Ixempra ®)
  • Albumina-bound paclitaxel (nab-paclitaxel o Abraxane ®)
  • Eribulina (Halaven ®)

 

La malattia in fase avanzata- a differenza di quella iniziale- è più comunemente trattata con farmaci singoli piuttosto che con combinazioni. Tra le combinazioni più utilizzate in tali casi solitamente si ha il carboplatino o cisplatino abbinato a gemcitabina.

 

I cicli di chemio

La chemio come è noto si somministra in cicli. Ma cosa significa? Semplicemente che ad ogni periodo di trattamento si deve offrire all’organismo il tempo necessario per riprendersi dagli effetti collaterali e tossici di questi farmaci. A seconda di quali medicinali vengono usati, il trattamento cambia. Ad esempio con alcuni farmaci la chemioterapia è somministrata solo il primo giorno di un ciclo, con altri si somministra per 14 giorni consecutivamente o una volta a settimana per due settimane. Dopo il riposo in genere il ciclo si ripete eguale.

Anche la durata di un ciclo (in media 2-3 settimane- cambia a seconda del trattamento farmacologico utilizzato. La chemio adiuvante e quella  neoadiuvante è spesso dato per un totale di 3 – 6 mesi, mentre per un carcinoma mammario in fase avanzata può essere molto più lungo e la durata dipende sempre dalla tolleranza degli effetti collaterali e dall’efficacia.

Con i farmaci chemioterapici o subito dopo in genere si somministrano anche altre sostanze che aiutano l’organismo a reagire nel modo più ottimale. La maggioranza degli effetti collaterali oggi può essere attenuata. E’ importante illustrare sempre al proprio oncologo ogni dubbio, perplessità o effetto indesiderato riguardo la chemio ed altri trattamenti che si eseguono per combattere il tumore al seno.

 

Per ulteriori approfondimenti leggi qui:

 

Fonte: Cancer.org

Foto: Thinkstock