Radioterapia: gli effetti collaterali

 
Marco Mancini
22 giugno 2010
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Abbiamo parlato ieri della radioterapia, una procedura che tramite radiazioni tenta di curare il cancro. Osservando i dati della letteratura medica pare che questa terapia abbia un largo margine di successo, ma come spesso accade con le terapie aggressive (ma anche con i farmaci tra i più lievi), ci possono essere degli effetti collaterali.

Visto l’ampio utilizzo delle radiazioni, la domanda che in molti si fanno è se la radioterapia renderà il paziente radioattivo. Purtroppo la risposta non è semplice. I malati di cancro sottoposti a radioterapia possono subire degli effetti delle radiazioni a seconda del tipo di radioterapia a cui si sottopongono.

La radioterapia esterna di solito non rende il paziente radioattivo. I pazienti non hanno bisogno di evitare il contatto con le altre persone a causa del trattamento. La radioterapia interna (interstiziale, endocavitaria o endoluminale) che emette radioattività direttamente all’interno del corpo del paziente, richiede una degenza in ospedale in quanto alcune precauzioni devono essere prese per proteggere il paziente stesso, ma anche il personale ospedaliero e i visitatori. Le sorgenti interne sigillate (cioè fissate nel punto in cui c’è il tumore) inviano la maggior parte delle loro radiazioni principalmente attorno all’area dell’impianto, così mentre quest’area è radioattiva, tutto il corpo del paziente non lo è.

La radioterapia sistemica utilizza materiali radioattivi non sigillati che viaggiano in tutto il corpo. Parte di questo materiale radioattivo lascia il corpo attraverso la saliva, sudore e urina prima che la radioattività “si scarichi”, rendendo questi fluidi radioattivi. Pertanto, alcune precauzioni sono talvolta usate per le persone che vengono a stretto contatto con il paziente. Il medico del paziente o l’infermiere devono fornire informazioni se alcune particolari precauzioni sono necessarie.

La quantità di radiazioni assorbite dai tessuti è chiamata dosaggio. Tale dose è misurata in basa alla tolleranza dei tessuti del corpo. Ad esempio, il fegato può ricevere una dose totale di 3.000 cGy (centigrays), mentre i reni possono tollerare solo 1.800 cGy. La dose totale di radiazione è di solito suddivisa in dosi più piccole (dette frazioni) che sono date più volte al giorno per un periodo di tempo specifico. Ciò eleva la possibilità di distruzione delle cellule tumorali, riducendo al minimo i danni ai tessuti sani. Ovviamente più dosi vengono utilizzate, maggiore è la possibilità di danneggiare i tessuti sani.

Per ridurre tali danni, vengono utilizzati dei farmaci chiamati radiosensibilizzanti e radioprotettori, sostanze chimiche che modificano la risposta di una cellula alle radiazioni. I radiosensibilizzanti sono medicinali che rendono le cellule tumorali più sensibili agli effetti della radioterapia. Diversi composti sono in fase di studio in questo senso. Inoltre, alcuni farmaci antitumorali, come il 5-fluorouracile e cisplatino, rendono le cellule tumorali più sensibili alla radioterapia.

I radioprotettori invece sono farmaci che proteggono le cellule normali (non cancerose), dai danni causati dalla radioterapia. Questi agenti aiutano la riparazione delle cellule normali. Il più usato è l’Amifostina (nome commerciale Ethyol ®).

Questi farmaci sono utilizzati perché a volte possono comparire degli effetti collaterali come

  • Secchezza della bocca che si può verificare se le ghiandole parotidi (che aiutano a produrre saliva) ricevono una grande dose di radiazioni;
  • Stanchezza;
  • Anemia;
  • Sfoghi cutanei;
  • Perdita dei capelli;
  • Sensazione di malessere;
  • Edema (accumulo di liquidi nella zona colpita);
  • Mal di testa;
  • Epilessia;
  • Difficoltà di deglutizione;
  • Perdita nel gusto;
  • Carie;
  • Modifiche della voce;
  • Diarrea;
  • Difficoltà di respirazione.

Esistono anche dei radiofarmaci, cioè medicinali radioattivi utilizzati per il trattamento del cancro, utilizzati spesso per alleviare il dolore causato dalle metastasi ossee. Questi sono dati per via endovenosa, solitamente a livello ambulatoriale, a volte in aggiunta alla radioterapia esterna.

Se vi state per sottoporre ad una radioterapia, sappiate che ci sono modi per alleviare o anche evitare la maggior parte degli effetti collaterali. Il consiglio è dunque di:

  • Evitare di mangiare o preparare un pasto quando vi sentite male;
  • Evitare i cibi fritti, grassi o alimenti con un forte odore;
  • Mangiare cibi freddi o leggermente caldi, se l’odore del cibo cotto vi fa star male;
  • Fare diversi piccoli pasti e spuntini al giorno e masticare bene il cibo;
  • Fare un piccolo pasto poche ore prima del trattamento (ma non appena prima);
  • Bere molti liquidi in piccoli sorsi lentamente durante il giorno;
  • Evitare di riempire lo stomaco con una grande quantità di liquido prima di mangiare;
  • Mangiare dell’ananas che aiuta a mantenere la bocca fresca e umida;
  • Se siete preoccupati di perdere peso, chiedere al medico una dieta specifica;
  • Non preoccuparti se non hai voglia di mangiare. È possibile recuperare le calorie perse dopo la fine del trattamento. E’ importante avere comunque un grande apporto di liquidi;
  • Evitare di stancarsi troppo durante tutto il periodo del trattamento radioterapico, potresti aver bisogno di riposo.

[Fonti: Cancer; Cancerhelp]

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