Frattura del polso: riconosciamola subito

 
liulai
22 gennaio 2009
3 commenti

Meglio una buona frattura di gamba o di braccio che una brutta frattura di scafoide. Per chi conosce le dimensioni dello scafoide l’affermazione può far sorridere: si tratta infatti di un ossicino a forma di fagiolo che somiglia al legume anche nelle dimensioni. Piccolo e alloggiato nel polso insieme ad altri sette elementi ossei che poco si distinguono tra loro per forma e dimensioni può far pensare ad una formazione ossea di scarso valore.

 Meglio non sottovalutarlo. Una caduta a faccia avanti, le mani istintivamente protese a protezione e il polso subisce una flessione forzata dorsalmente. Tanto basta a fratturare lo scafoide. Il dolore può essere violento o modesto, ma in ogni caso nel giro di poche ore o al mssimo di qualche giorno, con ghiaccio, riposo e qualche antiinfiammatorio passa quasi del tutto. Resta solo un dolore localizzato alla base del pollice, esacerbato dalla flessione dorsale del polso e dalla pressione sulla incavità presente alla base del primo dito utilizzata un tempo per fiutare il tabacco.

 Il più delle volte il trauma viene liquidato con diagnosi di distorsione o di contusione e quindi destinato a guarire spontaneamnete in poco tempo. Non è così. La frattura dello scafoide se non è prontamente identificata e trattata con una immobilizzazione prolungata in apparecchio gessato per più settimane non guarisce. Di più: anche se immediatamente riconosciuta e trattata la frattura dello scafoide va incontro ad una mancata consolidazione o alla formazione di un callo osseo insufficiente e quindi doloroso.

Addirittura il 50% delle frattura di scafoide con una scomposizione minima dei due frammenti non consolida anche se trattata correttamente con l’immobilizzazione prolungata nel gesso. E’ causa di invalidità: dolore a stringere la mano, ad avvitare il coperchio di un barattolo e perfino a ruotare le chiavi nella serratura, rinuncia a molti sport.

Lista Commenti
  • tiziana

    Ciao a tutti!!!circa nove anni fa (allora avevo 14 anni) a seguito di un incidente ho riportato una frattura allo scafoide della mano destra,dopo aver portato il gesso per due mesi l’ortopedico senza rieseguire i raggi x mi disse che andava tutto bene e mi prescrisse una fisioterapia di riabilitazione,il mio braccio era stato bloccato quasi completamente dal pollice compreso per finire un pò più sopra del gomito. Ma dopo soli sei mesi dalla prima ingessatura iniziai a risentire il dolore che mi prendeva tutto il polso così mi rivolsi a un’altro medico che mi disse che non era avvenuta consolidazione e c’era pericolo cancrena e mi operò mettendomi una piccola vite che tiente lo scafoide,mi disse anche che verso i venti anni poteva verificarsi un rigetto. Adesso ho 23 anni e da un pò di tempo risento lo stesso dolore,anche se più lieve,al polso e anche un pò di fastidio a volte nel fare cose semplicissime come chiudere il tappo di una bottiglia. Questi fastidi sono normali dopo tutto questo tempo o devo preoccuparmi un pò e fare una visita da uno specialista? Quante probabilità ci sono che debba rioperarmi? Grazie a tutti ciao!!!

  • Tommaso

    Salve a tutti. Ho 18 anni e vorrei proporvi il mio caso medico perché non so cosa fare. A marzo 2010 ho fatto un incidente in moto. Mi è stata diagnosticata infine una frattura al trochite omerale dx. Arrivo al punto: il giorno dopo sono tornato in ospadale in quanto provavo forti dolori al polso, mi è stata fatta una RX e non mi è stata diagnosticata alcuna frattura. A distanza di 30 giorni circa mi sono recato da uno specialista che mi ha consigliato una RM al polso dalla quale è stata evidenziata una riga di frattura allo scafoide. Mi è stato consigliato di tenere fermo il polso ma di non ingessarlo in quanto ormai erano passati circa 30 giorni e la calcificazione era già cominciata da tempo. A Ottobre 2010 ho fatto una seconda visita nella quale mi è stata prescritta un’ulteriore RX al polso da cui s poteva notare che una piccola calcificazione era presente ma che ancora la frattura scafoidea non era suturata. Mi è stato consigliato allora di aspettare altri due mesi al fine di vedere la progressione della calcificazione per poi valutare un intervento chirurgico. Adesso, arrivato Marzo, è passato un anno dalla frattura e lo specialista mi ha consigliato un’ennesima RX per poi valutare un intervento chirurgico e nel caso di necrosi e in casi migliori. Io ho ancora forti dolori al polso e scarsa se non nulla mobilità. Vorrei un consiglio per non aspettare altro tempo inutilmente.

    Nel ringraziarvi vi porgo cordiali saluti.

  • Angelo

    Ciao! Ho una piccola frattura al polso e la mano lussata, devo tornare lunedì 20 x i raggi, mi han dovuto fare una tac perché dalle lastre normali non riuscivano a vedere niente. Quante probabilità ci sono che x il 20 sia tutto a posto?