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  • mag
  • 2009

Fenofibrato, il medicinale che riduce il rischio di amputazione da diabete

Pubblicato da Marco Mancini, in Diabetologia, Ricerca e Sperimentazione | 26 maggio 2009 | 09:00

fenofibrato

Alcuni medici australiani, finlandesi e neozelandesi hanno portato a termine una ricerca che potrebbe dare una nuova speranza ai malati di diabete. Si sono resi conto infatti che i diabetici a cui veniva dato un farmaco originariamente destinato a ridurre il colesterolo, hanno ridotto il rischio delle cosiddette “amputazioni minori” del 36%.

I ricercatori  hanno studiato quasi 10 000 pazienti di età compresa tra i 50 e 75 anni con diabete di tipo 2, quello legato all’obesità. Circa la metà dei pazienti ha ricevuto il fenofibrato, un farmaco venduto come Antara, Fenoglide, Lipofen e altri nomi. All’altra metà è stato dato un placebo. Dopo cinque anni, 115 pazienti presentavano al massimo un’amputazione minore a causa del diabete.

Il diabete può danneggiare i nervi e vasi sanguigni. In casi gravi, questo porta ad amputazione. Circa un paziente su 10 perde parte di una gamba. Lo studio, pubblicato per la prima volta nel 2005, mira a verificare se il fenofibrato prevenga le malattie cardiache. Ed è stato dimostrato che non lo fa. Ma in questa nuova analisi, gli esperti hanno rilevato che i pazienti curati con fenofibrato avevano un rischio inferiore del 36% di un’amputazione rispetto quelli curati con il placebo.

I pazienti che hanno perso parte delle loro gambe hanno avuto più probabilità di contrarre malattie cardiache, ulcere della pelle o amputazioni. Le amputazioni degli arti inferiori sono state considerate minori se fossero al di sotto della caviglia, e maggiori se ne erano al di sopra. Il rischio di amputazioni minori nei pazienti senza malattie alle arterie, come il restringimento dei vasi sanguigni, è stato quasi il 50% inferiore nel gruppo che riceveva il fenofibrato. Il rischio di una amputazione più ampia però non è sostanzialmente diverso tra i due gruppi.

Pare inoltre che le persone più alte abbiano maggiori probabilità di subire amputazioni. Secondo Sergio Fazio della Vanderbilt University Medical Center, co-autore dell’articolo:

Il fenofibrato non può prendere il posto delle statine, ma può servire per il trattamento del diabete.

Mentre secondo l’altro autore Anthony Keech:

Il fenofibrato è la prima terapia che ha dimostrato di ridurre le amputazioni.

Per attuarlo però c’è bisogno di altri studi, perché questo medicinale può causare effetti indesiderati tra cui dolore addominale, nausea, e problemi al pancreas e ai polmoni. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista medica The Lancet.

[Fonte: Health24]

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