Infarto e aneurisma. Dopo la scoperta di un gene comune vediamo come è possibile prevenirne l’insorgenza
Di Salvina Granatelli, in Chiropratica, Costume e Società, La Salute degli Anziani, Malattie Genetiche, Medicina Tradizionale Cinese, Ricerca e Sperimentazione.
E’ stata diffusa recentemente la notizia della scoperta di un gene comune alle malattie cardiovascolari quali infarto e aneurismi intracranici e addominali pubblicata dalla rivista Nature Genetics.
A capo del gruppo di lavoro internazionale che ha condotto le ricerche, del quale fanno parte anche alcuni studiosi italiani, l’islandese Kari Stefansson. Tale scoperta segna un progresso decisivo nella costruzione di una banca dati che permetterà di rendere sempre più efficaci le azioni di prevenzione e cura delle patologie cardiovascolari.
In attesa che la scienza compia ulteriori progressi nello studio delle basi genetiche di questo tipo di patologie vediamo come è possibile tutelarsi dal rischio di svilupparle adottando alcune semplici abitudini di vita e alimentari, efficaci anche nel caso di predisposizione genetica (la quale, infatti, non implica la certezza che l’individuo geneticamente predisposto svilupperà la malattia)
Alla base di malattie cardiovascolari come aneurisma e infarto troviamo infatti l’aterosclerosi, un’infiammazione cronica delle arterie che spesso si sviluppa a causa dell’esposizione a numerosi fattori di rischio. Oltre a ipertensione, diabete, malattie genetiche molto rare, età, sesso maschile e predisposizione familiare è ampiamente accertato che rappresentano fattori di rischio per lo sviluppo dell’aterosclerosi scorrette abitudini alimentari che possono portare all’eccesso di colesterolo e/o trigliceridi nel sangue (iperlipidemia), il fumo di sigaretta, la vita sedentaria, l’obesità, lo stress, il consumo eccessivo di alcool.
In maniera analoga è ormai ampiamente documentato che per limitare significativamente il rischio di andare incontro a infarto o aneurisma è utile adottare uno stile di vita e abitudini alimentari equilibrati: assumere in abbondanza frutta e verdura nell’ambito di una dieta povera di grassi e ricca di fibre (come quella mediterranea), consumare in quantità modeste vino rosso, evitare il fumo di sigaretta e fare un pò di moto (anche semplici passeggiate).
Può essere utile anche sottoporsi periodicamente a esami di routine come il dosaggio dei trigliceridi, la colesterolemia totale e la colesterolemia HDL.
6 Commenti
Scritto da Salvina Granatelli
Termini legati all'articolo: aneurisma, aneurisma addominale, aneurisma intracranico, aterosclerosi, colesterolemia hdl, colesterolemia totale, colesterolo, fattori di rischio, infarto, iperlipidemia, kari stefansson, malattie cardiovascolari, nature genetics, predisposizione genetica, trigliceridi.




[...] in relazione con i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sulla mortalità per infarto in quegli stessi [...]
[...] nostra infatti ricordare che l’abitudine al fumo nuoce alla salute esponendo al rischio di patologie cardiovascolari, malattie dell’apparato respiratorio, e cancro al polmone, solo per citare alcune sgradevoli [...]
[...] il sèe l’altro. I rischi per la salute, d’altra parte, non sono disturbi da niente: ipertensione, affaticamento cronico, ma anche problemi gastrointestinali e [...]
[...] età dovuta ad sublussazione del cristallino. Dal punto di vista cardiologico la malattia comporta ateroscierosi e trombosi sia arteriosa che venosa (trombosi venosa profonda, embolia [...]
[...] Inoltre, si associa alla frequente comparsa di malattie cronico-degenerative, come per esempio l’aterosclerosi. In uno scenario che prevede questo allungamento della vita media la prevenzione assume, dunque, un [...]
[...] in aereo ma non solo, soprattutto in persone che presentano vari fattori intrinseche di rischio per trombosi venose. II termine SCE (Sindrome Classe Economica) si riferisce al fatto che in quella parte [...]