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La storia della farmacia e della professione del farmacista/1

Pubblicato da liulai, in Curiosità, Dizionario Termini Medici, La Salute dei Bambini, Ricerca e Sperimentazione | 29 maggio 2008 | 10:00

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Fabrizio è un bambino di sette anni, sveglio e attento a tutto ciò che lo circonda. Un giorno si arrampica, pallido e preoccupato, sul lettone di mamma e papà.
Mamma, mi fa male la pancia!
Hai mangiato troppi dolci, ma stai tranquillo, prendi la pozione che prepara lo zio Giuliano e vedrai che in poco tempo passerà.
Perché la prepara lo zio Giuliano?
Perché lo zio Giuliano è farmacista!

Fabrizio continua a fare domande, vuole saperne di più e il mal di pancia è già dimenticato.

Vuoi che ti racconti com’è nata la professione del farmacista? Immagina allora di fare un viaggio nel tempo fino al Medíoevo…



Ma il Medioevo non è quando c’erano i castelli, i cavalieri e la caccia alle streghe?
Certo, e anche i monaci che pregavano e lavoravano nei monasteri… ed è proprio di un monaco che ti voglio parlare, anzi, di un abate che si chiamava Antonio e viveva in un monastero in cima ad una collina. L’abate era vecchio e curvo, con una lunga barba bianca. Ciuffi di capelli, anch’essi bianchi, gli scendevano dai lati della testa fino alle spalle e sopravvivevano solitari alla calvizie. Ogni mattina, dopo aver ringraziato il Signore per il nuovo giorno, l’abate inforcava i suoi occhi di vetro e con il suo sacco di juta usciva alla ricerca di erbe magiche che facevano passare i dolori, curavano le ferite e talvolta guarivano mali anche più gravi. Riempito il sacco, tornava nel suo laboratorio e s’immergeva nei suoi esperimenti. Il laboratorio era un posto fantastico, pieno di provette, alambicchi fumanti e libri con preziose miniature dai quali l’abate ricavava formule e informazioni. Gli scaffali erano pieni di vasi in cui conservava le sue erbe preziose. Lavorava anche di notte, al lume di quelle candele che, in seguito, proprio i farmacisti, suoi successori, avrebbero fornito ai monasteri. I confratelli lo consideravano una specie di mago. Oggi quel mago non c’è più e la magia, nel corso dei secoli, si è trasformata nella ricerca scientifica. L’abate Antonio è stato sostituito dal medico, dal farmacista e dal chimico che lavorano nei grandi stabilimenti farmaceutici. La ricerca per debellare le malattie è sostenuta dalle Università di tutto il mondo e dalle grandi aziende farmaceutiche che, poi, producono i farmaci.

(continua..)

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Commenti:

Sono stati scritti 4 commenti su "La storia della farmacia e della professione del farmacista/1"

  1. [...] Prima parte. Vedi Fabrizio, la vita umana è preziosa e per quanto padre Antonio e altri come lui abbiano dedicato la loro a combattere le malattie, non potevano impedire che migliaia di persone morissero ogni anno per mali sconosciuti. La durata della vìta dell’uomo nel Medioevo era, rispetto ad oggi, molto più breve. E padre Antonio, allora? Hai detto che era vecchissimo. E’ vero, l’abate era anziano ma, sai, i monaci vivevano isolati, conducevano una vita sana e conoscevano i medicamenti per curare i mali comuni. Per questo potevano vivere più a lungo. Tuttavia, anche molti di loro morivano giovani a causa delle numerose epidemie che non riuscivano a combattere perché non ne conoscevano i rimedi. Cos’è una empo … empi.. empedomia? EPIDEMIA [...]

  2. [...] cancro. Sarà questa sentenza della corte di Cassazione a porre la parola fine a un capitolo della storia della medicina che ha appassionato tutta [...]

  3. [...] (continua) Com’è possibile? Come mai si trova qui? Forse sta cercando la strada di casa. Certo per lui non è facile orientarsi. Il paese con le case raccolte intorno alla chiesa non c’è più, al suo posto sono cresciuti edifici altissimi. L’abate li osserva meravigliato. Vorrebbe parlare con i passanti, ma tutti si muovono veloci senza accorgersi di lui. Fabrizio lo segue fino a che, da lontano, appare il monastero; è sempre lassù, in cima al monte, indifferente al tempo che passa. L’abate Antonio lo raggiunge. Il monastero è deserto. Scrolla le spalle e, borbottando, apre la porta segreta che conduce al laboratorio in evidente stato di totale abbandono. Fabrizio non crede ai suoi occhi: l’abate è proprio lì, davanti a lui, che traffica con i suoi strumenti ormai impolverati dal tempo. Finalmente si accorge che non è solo. [...]

  4. [...] che ha aggiunto, Self-service per i farmaci da banco, la cui vendita non necessita la presenza del farmacista. Ovviamente sono insorti i farmacisti, e in una nota del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, si [...]




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