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  • 11
  • ago
  • 2008

Prevenire il rischio di cadute con il Ritalin

Pubblicato da Paola, in La Salute degli Anziani, Ricerca e Sperimentazione | 11 agosto 2008 | 14:30

La terza età non è solo la fase della vita in cui gli organi e i tessuti invecchiano, dando il via ad una lenta degenerazione dell’organismo: ad indebolirsi sono anche le ossa, che non guariscono velocemente come da giovani dalle fratture e che non sostengono allo stesso modo il corpo.
Questo aumenta il rischio di caduta, incidente comune tra le persone anziane e spesso una tra le principali cause di mortalità per chi è più avanti con gli anni.

I ricercatori dell’Università di Tel Aviv hanno ora messo a punto una nuova terapia per arginare la perdita di equilibrio, evitando così di cadere.
Grazie al Ritalin, principio farmacologico utilizzato comunemente per i disturbi che colpiscono i bambini affetti da sindrome di iperattività, è possibile migliorare le abilità cognitive e motorie degli anziani, scongiurando il pericolo di gravi cadute.
Questa straordinaria scoperta porta la firma del Prof. Jeffrey M. Hausdorff della Sackler School of Medicine ed è stata pubblicata sul Journal of the American Geriatrics Society.


Dopo una sola dose di Ritalin, i soggetti in età avanzata sottoposti ai test dei ricercatori hanno avuto meno difficoltà a mantenere l’equilibrio.
Inoltre, il tempo di percorrenza tra un punto di percorrenza e un dato arrivo (gli studiosi hanno provato su percorsi come divano-frigorifero) diminuiva, dimostrando meno incertezza nei movimenti, più coordinazione e maggiori riflessi.

Il nostro studio suggerisce che è possibile ridurre il rischio di cadute nelle persone anziane trattando i disturbi cognitivi associati con l’invecchiamento e le malattie. Molti studiosi concordano con me che l’atto del camminare non è un movimento spontaneo ma deriva da abilità cognitive specifiche che possono essere potenziate per evitare fenomeni come le cadute.

Negli Stati Uniti più del 50% degli anziani che cadono riportando gravi fratture e ferite solitamente non sopravvivono per più di un anno.
Molto spesso avviene che la caduta faccia sprofondare nel panico al punto di ridurre i movimenti e gli spostamenti, commettendo il grave errore di lasciarsi andare ad una vita sedentaria.

Ritalin a parte, il prof Hausdorff suggerisce alle persone anziane, di evitare uno stile di vita pigro, cercando al contrario di muoversi il più possibile.
E’ importante mantenere sia il fisico ma anche il cervello attivo perché è lì che si nasconde il motore per un corretto mantenimento delle facoltà di movimento.

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