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Smog, aumenta rischio ictus e infarto già dopo una settimana in città inquinata

Pubblicato da Paola, in Cardiologia, Ricerca e Sperimentazione | 7 luglio 2010 | 09:00

Inquinamento e salute sono acerrimi nemici. Dalla cattiva qualità dell’aria indoor alle polveri sottili contenute nell’atmosfera agli scarichi industriali alle radiazioni tossiche, passando per i pesticidi contenuti nel piatto, tutto contribuisce a minare il benessere del nostro organismo e a renderlo più esposto alle malattie. Pensiamo ai bambini che vivono nei pressi di autostrade trafficate, più a rischio di asma, o a chi lavora a contatto con materiali pericolosi, esposto alle malattie professionali.

Oggi parliamo dell’inquinamento più conosciuto e meno silenzioso: lo smog. In città, tra emissioni di automobili al centro e fumi industriali nelle periferie, non si respira certo una buona aria. E stando ad una recente ricerca, proprio a causa degli inquinanti atmosferici, saremmo molto più vulnerabili all’infarto e all’ictus già dopo una sola settimana trascorsa in una città inquinata.

A dirlo è uno studio pubblicato sugli Archives of Internal Medicine effettuato da un’équipe composta da esperti dell’Harvard School of Public Health, del Policlinico di Milano e del centro trombosi della Fondazione ospedale Maggiore.
Come spiega Andrea Baccarelli, responsabile del Centro di epidemiologia molecolare del Policlinico di Milano, che ha coordinato i lavori:

Gli effetti dell’inquinamento atmosferico non si fermano all’apparato respiratorio ma coinvolgono molti altri distretti dell’organismo, tra cui il sistema cardiocircolatorio.

Sotto esame i dati relativi ad un campione di 2000 persone, residenti in Lombardia. Allarmanti i risultati: per ogni incremento di 10 microgrammi di PM10 per metro cubo d’aria, si ha un aumento del 70% del rischio di trombosi. Sul banco degli imputati le polveri sottili, in grado addirittura di modificare il nostro DNA, ma soprattutto di infiammare le cellule del sistema immunitario, come spiega il dottor Pier Mannuccio Mannucci, professore ordinario di medicina interna all’Università di Milano:

Le cosiddette polveri sottili attivano in senso infiammatorio le cellule immunitarie presenti nelle vie aeree, in particolare i macrofagi alveolari. Queste cellule residenti nei bronchi e nei polmoni, contaminate dalle polveri, cominciano a produrre grandi quantità di 6 citochine, che innescano una generale reazione infiammatoria, la quale può manifestarsi sotto forma di asma o allergia respiratoria, ma può anche dare origine a un evento trombotico, a causa degli effetti pro-coagulanti del mediatore stesso.

[Fonti: Ansa; Newsfood]

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