Ebola: contagio, incubazione e prevenzione

di Valentina Cervelli Commenta

Un medico di New York è stato trovato positivo al virus dell’ebola. Era appena tornato dalla sua missione in Guinea per Medici senza Frontiere. Come è rimasto colpito dalla febbre emorragica? Vediamo insieme come funzionano contagio, incubazione e prevenzione della malattia.

mascherina con scritta ebola

 

Contagio da ebola

Il contagio da ebola avviene attraverso il contatto diretto con fluidi corporei di persone ammalate. Il virus dell’ebola è riscontrabile nel sangue, nel sudore, nelle feci e nell’urina, ma anche nello sperma e nel latte materno. Quando si viene in contatto diretto con questi elementi sulla pelle il rischio di contagio è altissimo. L’ebola non è una malattia che si trasmette nell’aria. Il virus deve in qualche modo “toccarci” e soprattutto farlo quando la persona malata ha già sviluppato i sintomi. In quel momento, infatti, inizia ad essere contagiosa. E’ possibile che Craig Spencer, il medico contagiato dalla febbre emorragica la cui epidemia è tuttora in atto in Africa, sia entrato a contatto con il virus dell’ebola prima del suo ritorno negli Stati Uniti.

Incubazione dell’ebola

L’ebola ha un’incubazione che va dai 2 ai 21 giorni nei quali la persona non è contagiosa. Questo può portare ad una diagnosi tardiva di ebola, motivazione per la quale una prevenzione attenta è necessaria, non bisogna dimenticare che sebbene siano al vaglio sieri sperimentali e vaccini, le terapie in atto non danno la certezza della guarigione.

Prevenzione dell’ebola

Per prevenire il contagio da ebola è necessario vestirsi con del materiale adeguato ed a tenuta stagna affinché il virus non possa penetrarvi attraverso. Bisogna indossare dei guanti e tutti i dispositivi necessari per non entrare in contatto con qualsiasi fluido. E’ necessario inoltre lavarsi sempre le mani dopo aver visitato i pazienti in ospedale o dopo essersi presi cura di qualcuno. I morti devono essere seppelliti immediatamente, manipolando le persone sempre indossando tute protettive. Gli ambienti devono essere disinfettati con varechina o con altri liquidi approvati dall’OMS allo scopo.

Photo Credits | simez78 / Shutterstock.com