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Priapismo

Priapismo

Il priapismo è l’erezione del pene prolungata in assenza di desiderio sessuale o che persiste per 2-3 ore successivamente all’avvenuto orgasmo. Il termine proviene dal personaggio mitologico Priapo, raffigurato perennemente con un pene in erezione. Esistono due tipi di priapismo, uno a basso flusso (priapismo venoso) dovuto a malattie come leucemia, anemia falciforme o lesioni midollari o neurologiche; l’altra ad alto flusso (priapismo arterioso) di natura traumatica.

CAUSE: Le cause principali ancora non sono conosciute. Si sa che sono coinvolte alcune anomalie vascolari e neurologiche, probabilmente legate ad altre malattie come la trombosi vascolare pelvica, una leucemia, anemia drepanocitica, malattie cerebrospinali, infiammazioni genitali o disfunzione erettile. Altre cause potrebbero essere effetti collaterali a farmaci come trazodone, clorpromazina, metaqualone, prazosina, tolmatamide, alcuni antiipertensivi, anticoagulanti e corticosteroidi. Altri fattori esterni sono contagio dalla rabbia, puntura dello scorpione, terapia con ormoni, assunzione di alcool e droga, in particolare cocaina.

SINTOMI: Il sintomo più evidente è che il pene rimane eretto per un tempo fuori del normale, circa 2-3 ore (a volte anche 4) dopo aver avuto il rapporto sessuale, e sopratutto che l’erezione avviene senza eccitazione sessuale. Altri sintomi conseguenti sono:

  • Dolore al pene;
  • Scarsa ossigenazione ai tessuti;
  • Perdita della funzione erettile;
  • Il sangue nel pene diventa scuro e denso come l’olio;
  • Perdita di elasticità nei tessuti.

TERAPIA: Il medico in questo caso non può attendere per effettuare una diagnosi o trovare altre vie per risolvere il problema, perchè più tempo passa e più la situazione peggiora. Per questo motivo si deve operare chirurgicamente per svuotare i corpi cavernosi dal sangue ristagnante ed irrigarli con una soluzione fisiologica. Gli estrogeni sono inefficaci, come quasi tutti i medicinali, esclusi quelli vasoattivi per i casi di disfunzione erettile.

PROGNOSI: A volte il problema può ripresentarsi anche dopo l’intervento chirurgico. Se non si interviene in tempo, di solito entro le 8 ore, ci possono essere conseguenze ben più gravi, fino all’impotenza definitiva. Una volta effettuato l’intervento chirurgico si pensa a risolvere le cause che hanno generato il problema.

Fonti: [http://www.msd-italia.it; http://smart.tin.it/; http://it.wikipedia.org; http://www.cpsico.com]

Per ulteriori informazioni rivolgersi al proprio medico. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.




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