Depressione, cura efficace da tecnica di respirazione orientale?

di Valentina Cervelli Commenta

Un tecnica respirazione e meditazione orientale potrebbe divenire una cura addizionale contro la depressione resistente ai farmaci se i risultati ottenuti da una ricerca recente, condotta dagli scienziati dell’Università della Pennsylvania, venissero confermati da un trial più ampio.

Di certo gli effetti del Sudarshan Kriya Yoga sulle persone affette da depressione elencati in un articolo della rivista di settore Journal of Clinical Psychiatry aprono la strada ad un trattamento complementare contro questo tipo di disturbo psichiatrico. Grazie a questa tecnica di meditazione basata sulla respirazione è stato possibile per gli scienziati registrare un miglioramento sensibile dei sintomi relativi all’ansia ed agli stati depressivi nei pazienti presi in considerazione. Fattore ancora più importante? Il fatto che la “sperimentazione” sia durata per un periodo di tempo limitato e quindi abbia potuto mostrare la sua efficacia immediata.

Lo Sudarshan Kriya Yoga non è una disciplina sconosciuta: essa è praticata già in tal senso presso alcuni centri italiani con successo.  Questo tipo di meditazione si basa sull’avvicendamento di esercizi di respirazione profonda e respirazione rapida intensa: tale metodo porta chi lo pratica ad entrare in uno stato di quiete consapevole profonda.

Alcune ricerche pregresse avevano mostrato gli effetti benefici dello Sudarshan Kriya Yoga in casi di depressione lieve ed in pazienti affetti da dipendenza da alcol: questo studio non solo ne conferma l’efficacia ma dimostra come essa sia presente anche in caso di depressione più grave. Il campione preso in considerazione è stato piccolo ma significativo. I volontari sono stati prima sottoposti ad una terapia farmacologica senza che vi fossero dei miglioramenti nella loro condizione. Metà di loro ha seguito un corso di Sudarshan Kriya Yoga mentre l’altra ha funzionato come gruppo di controllo: coloro che avevano meditato ha mostrato un passaggio da 22.0 a 10.27 di punteggio medio nella scala di Hamilton (uno dei test più diffusi per la diagnosi della depressione) e simili miglioramenti nei test di autovalutazione di Beck per l’ansia. Commenta il coordinatore della ricerca Anup Sharma:

Con una così ampia percentuale di pazienti che non rispondono pienamente agli antidepressivi, è importante identificare nuove strategie che funzionino meglio in ogni persona contro la depressione. Qui abbiamo una terapia promettente e a basso costo che può potenzialmente mostrarsi un approccio efficace e non farmacologico per i pazienti nei confronti di questo disturbo.

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