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Depressione: una linea diretta per aiutare chi soffre

Pubblicato da liulai, in La Salute delle Donne, Psicologia | 12 giugno 2009 | 10:00

progetto-itaca

È un telefono amico specifico per la psichiatria, un supporto per chi soffre di disagio mentale. Il “Progetto ltaca” da sei anni offre a chi lo desidera il conforto di un sostegno psicologico: ascolta, con­forta, dà indicazioni sulle strutture sanitarie alle quali rivolgersi per le terapie, il tutto grazie a un numero verde (800.274.274) e a un indirizzo e-mail (linea.ascolto@progettoitaca.org). Spiega Ughetta Radice Fossati, vicepresidente di “Progetto ltaca“, associazione onlus di vo­lontari per la salute mentale

«L’80 per cento delle persone che si rivolgono a noi soffre di depressione e ansia. Il dato preoccupante è che c’è una fortissima prevalenza femminile: quasi i due terzi di chi si rivolge alla nostra linea d’ascolto sono donne. Una forma di depressione femminile particolarmente subdola è quella post-partum: per questo uno degli ultimi progetti che abbiamo fatto partire è dedicato alla prevenzione di questa patologia, in collaborazione con il Cen­tro depressione donna del dipartimento di salute mentale dell’ospedale Fatebenefratelli».

Questo tipo di depressione è molto più diffusa di quanto si possa pensare e, soprattutto, è un fe­nomeno sommerso.

«Colpisce il 10 per cento delle donne che partoriscono e arreca molta soffe­renza a tutto il nucleo familiare in un momento così delicato. Si pensa che la nascita di un bambi­no debba portare soltanto gioia e soddisfazione e, quindi, la maggior parte delle mamme si vergo­gna di confessare il disagio e vive come una colpa non essere felice per la nascita di un figlio. Ma non è una vergogna, fa parte dell’esperienza di tante donne, soprattutto ai nostri giorni. Un tempo le mamme allevavano i figli con il sostegno delle altre donne della famiglia, mentre invece oggi molti nuclei sono monofamiliari, sradicati nella grande città, e la mamma può trovarsi senza appoggi e molto fragile»

 Secondo l’associazione “Progetto Itaca”, la prevenzione è possibile. Spiega la vicepresiden­te

 «Le donne in questa situazio­ne incontrano molti medici: il ginecologo, il medico di famiglia, il pediatra. Ci sono fattori di rischio evidenti, ignorati da molti medici, che permettono di intervenire tem­pestivamente: chi ha già sofferto di depressione, chi ha una familiarità con la patologia, particolari condizioni (madre sola, gravidanza o parto difficili, neonato problematico). “Progetto Itaca” vuole fornire indicazioni ai medici che sono vicini alle donne in questa fase della vita e che possono fare attenzione a questi segnali. L’iniziativa che abbiamo avviato in collaborazione con l’associazione “Progetto Panda”, inoltre, prevede la fori-nazione di volontari per la visita a domicilio alle puerpere al fine di accompagnarle e sostenerle durante i primi mesi dal parto. Per ora stiamo lavorando sulla zona di Milano, ma vorremmo estendere l’iniziativa, anche perché il Centro depressione donna è sovraterritoriale e quindi ha pazienti da tutta Italia».

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Commenti:

Sono stati scritti 5 commenti su "Depressione: una linea diretta per aiutare chi soffre"

  1. cesira assetta

    da 10 mesi sono in cura da uno psichiatra perche’ soffro di una grave forma di depressione adesso mi sono innamorata di lui e gli ho mandato un sms per farglielo capire da allora non lo sento piu’ di solito risponde subito ai miei messaggi sto malissimo non so che fare vi prego datemi un consiglio

  2. cesira assetta

    cesira assetta dice:

    da 10 mesi sono in cura da uno psichiatra perche’ soffro di una grave forma di depressione adesso mi sono innamorata di lui e gli ho mandato un sms per farglielo capire da allora non lo sento piu’ di solito risponde subito ai miei messaggi sto malissimo non so che fare vi prego datemi un consiglio

  3. [...] casi in Sicilia. Chi ci segnala, tale inversione di tendenza è Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Psichiatria dell’ Ospedale Fatebenefratelli di Milano, che all’interno, presenterà il primo servizio integrato rivolto ai giovani che hanno [...]

  4. paolo

    @ cesira assetta:
    Salve Cesira. Spero che lei abbia nel frattempo risolto la questione. E normale in un rapporto di cura innamorarsi di chi ci cura in particolare in rapporti che prevedano una certa assiduità di frequentazione. Si tratta di rapporti in cui la figura di chi cura genera tutto quel campo di sentimenti che si possono avere verso le nostre figure genitoriali. E’ curioso che il tuo psichiatra non ti abbia avvertito del rischio che è assolutamente prevedibile. Ovviamente non è opportuno confondere le due cose, amore e cura medica e ben avrebbe fatto il tuo medico a spiegarti la questione e ad indirizzarti presso un collega.
    Buona fortuna

  5. Denise

    Buongiorno sono denise ho 31 anni e purtroppo soffro di attacchi d ansia!da 2 mesi dopo essermi curata per anni con alprazig senza nessun effetto ho deciso di tornare dal pschiatra e mi ha dato una cura ho iniziato per più di un mese con il daparox 15 goccie al mattino e xanax 0,50 tre volte al giorno ma purtroppo non ho avuto benefici!allora il Pschiatra mi ha aumentato la dose di daparox a. 25 gocce la mattina e sempre il xanax e lo faccio da quasi un altro mese ma anche ora non ho miglioramenti! Premetto che il sintomo più fastidioso che ho e la respirazione faccio fatica a volte e come se mi mancasse ma poi per il resto e abbastanza bene e riesco a fare tutto senza problemi ho anche imparato a convivere con questo mio malessere!vorrei un consiglio Cosa dovrei fare cambiare la terapia?e poi ho un forte desiderio di maternità insieme al mio compagno e vorrei sapere se esistono farmaci da assumere in gravidanza se devo smettere completamente?grazie per il suo aiuto buona giornata denise




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