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Estroverso o introverso? Ce lo dice Jung

Pubblicato da Paola, in Curiosità, Filosofia del Vivere, MEDICINA DELLA MENTE (non selezionare), Psicologia | 21 febbraio 2008 | 12:00

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Alla base della teoria Junghiana troviamo la fondamentale distinzione tra introversione ed estroversione.
Il termine introversione ha nell’accezione comune una connotazione leggermente negativa.
Non è così per Jung, che non la considera nè meglio nè peggio dell’estroversione, bensì come una dimensione che ha a che fare con l’orientamento dell’energia psichica.

Un introverso proietta l’energia della psiche verso il mondo interiore(i pensieri e le emozioni). Un estroverso, al contrario, orienta la sua energia psichica verso la realtà esterna (fatti e persone). Non esistono persone completamente introverse o del tutto estroverse. Ogni individuo utilizza entrambi gli orientamenti anche se in genere è uno dei due a prevalere in misura maggiore sull’altro.


Jung individua quattro funzioni psichiche, che ci permettono di adattarci al mondo ed alla vita:

  • il pensiero, che utilizza dei processi logici
  • il sentimento, che utilizza dei giudizi di valore
  • la sensazione, che percepisce i fatti
  • l’intuizione, che percepisce le possibilità presenti dietro ai fatti

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La figura può chiarire meglio l’idea. Ciascuna funzione tende ad appoggiarsi a quelle adiacenti ma non al suo opposto.
Ad esempio, la funzione pensiero può appoggiarsi all’intuizione ed alla sensazione ma non al sentimento, che rappresenta la funzione opposta. Tuttavia le funzioni opposte condividono il carattere: la coppia pensiero-sentimento è di carattere razionale; la coppia intuizione-sensazione è di carattere irrazionale. Nel contesto junghiano, razionale significa che il pensiero e il sentimento sono delle funzioni giudicanti che si basano su dei principi (consci o inconsci).

Il pensiero utilizza principi logici, il sentimento principi di valore.
Irrazionale significa invece che l’intuizione e la sensazione non si basano sul giudizio o su dei principi logici.
La sensazione e l’intuizione percepiscono infatti le cose e quello che sta dietro alle cose, senza giudizi, né logici né di valore.
Il parametro razionale-irrazionale o giudizio-percezione consente di determinare la funzione predominante.
Se per esempio in una persona prevale l’elemento percezione, sappiamo che la sua funzione dominante potrà essere l’intuizione o la sensazione ma non il pensiero o il sentimento.

Malgrado ciascuno di noi possegga ed utilizzi tutte e quattro le funzioni, c’è sempre una funzione che tendiamo ad utilizzare meglio o più frequentemente. E’ la nostra funzione predominante. La funzione numero due (l’altra funzione che usiamo meglio e più frequentemente) viene invece chiamata funzione d’appoggio. E voi, quale funzione lasciate prevalere?

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