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Vegetariani a rischio di tumori all’intestino

Pubblicato da Marco Mancini, in Alimentazione e prevenzione, Oncologia | 17 marzo 2009 | 15:30

Scegliere una dieta vegetariana (senza mangiare carne) o vegana (senza mangiare nemmeno i derivati degli animali come latte e uova) può essere una scelta di vita basata sul rispetto verso altri esseri viventi. Un modo di pensare rispettabile come tutte le scelte umane. Ma se queste decisione si prende per evitare di contrarre il cancro, allora forse è meglio cambiare strada.

Una ricerca dell’Università di Oxford effettuata su oltre 52 mila persone, uomini e donne tra i 20 e gli 89 anni, seguiti per circa 10 anni, ha rilevato infatti che tra vegetariani, vegani ed onnivori c’è effettivamente una distinzione nel contrarre malattie come i tumori, ma non sempre queste vanno a vantaggio di chi sceglie di non mangiare carne.

Se infatti è stato provato da più ricerche che un abuso di carne rossa comporta un elevato rischio di contrarre il tumore, i dati della ricerca sono stati piuttosto sorprendenti. Coloro che mangiano per la maggior parte della loro dieta il pesce sono coloro che hanno l’incidenza più bassa di tumori. Tra chi mangia carne e chi non ne mangia proprio, il maggior numero di neoplasie è stato riscontrato in chi mangiava carne. Tutti i casi tranne uno: il tumore all’intestino.

In quel caso i dati sorprendentemente davano ragione ai mangiatori di carne, visto che c’era un picco tra i vegetariani, anche superiore rispetto ai vegani. Questo risultato, secondo Tim Key, uno degli autori del progetto, non può essere definitivo in quanto i dati sono ancora troppo pochi e gli studi scarsi su questo genere di problema. Per questo lui mantiene ancora la cautela e non se la sente di insinuare che mangiare solo frutta e verdura porta il cancro all’intestino.

L’unico aspetto che però dev’essere rilevato è che, come per altri casi, un altro mito della dieta vegetariana è stato sfatato, e cioè che la carne provoca tumori. I fattori sono tanti, ma non riguardano solo ed esclusivamente quello.

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Commenti:

Sono stati scritti 5 commenti su "Vegetariani a rischio di tumori all’intestino"

  1. [...] seguire una dieta vegetariana si può e senza incorrere in carenze nutrizionali, mangiando però tutti i cibi che possono sostituire la carne. In una dieta vegana, invece molti [...]

  2. Mario Armellini

    14 luglio 2009
    E’ da pochi giorni uscita la nuova versione della “Posizione Ufficiale”
    dell’American Dietetic Association e dei Dietitians of Canada sulle
    “Diete Vegetariane”, pubblicata sul numero di luglio del Journal of the
    American Dietetic Association.

    Si tratta di un aggiornamento della precedente posizione del 2003
    sottoscritta dalle associazioni di nutrizionisti American Dietetic
    Association (ADA) e Dietitians of Canada. L’ADA a partire dal 1987
    rinnova ed aggiorna periodicamente la propria posizione favorevole alle
    diete vegetariane, in funzione della crescente massa di studi
    scientifici sull’argomento.

    Rispetto al precedente “position paper”, l’attuale riafferma
    l’adeguatezza nutrizionale delle diete vegetariane in tutti gli stadi
    del ciclo vitale, e fornisce una ancora maggiore evidenza della validità
    di questo tipo di alimentazione nella prevenzione e nel trattamento
    delle più importanti malattie croniche.

    Le differenze sostanziali sono nel differente approccio alla
    letteratura, che porta a delle conclusioni “quantificabili” in termini
    di evidenza. Questo è possibile anche perché in questi sei anni sono
    usciti nuovi lavori che ovviamente sono stati presi in considerazione
    nel nuovo position paper e che non c’erano nel precedente.

    L’affermazione di apertura di questo importante documento recita:
    E’ posizione dell’American Dietetic Association che le diete vegetariane
    correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane o
    vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e
    possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel
    trattamento di alcune patologie. Le diete vegetariane ben pianificate
    sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, ivi
    inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia e
    adolescenza, e per gli atleti.

    Un altro passo importante dell’introduzione afferma:
    I risultati di una rassegna basata sull’evidenza hanno mostrato che la
    dieta vegetariana è associata a una riduzione del rischio di morte per
    cardiopatia ischemica. I vegetariani evidenziano, inoltre, livelli
    inferiori di colesterolo legato alle lipoproteine LDL e di pressione
    arteriosa, nonché ridotti tassi di ipertensione e di diabete mellito di
    tipo 2 rispetto ai non-vegetariani. I vegetariani tendono ad avere un
    ridotto indice di massa corporea (BMI) e ridotti tassi di tutti i tipi
    di cancro. Le caratteritiche di una dieta vegetariana che possono
    ridurre il rischio di malattie croniche includono ridotte assunzioni di
    acidi grassi saturi e colesterolo, e più elevate assunzioni di frutta,
    verdura, cereali integrali, frutta secca, prodotti della soia, fibre e
    fitocomposti.

    L’intero articolo, di facile lettura anche per i non addetti ai lavori,
    è un testo completo ed efficace, corredato da 204 voci bibliografiche di
    articoli pubblicati su riviste scientifiche di alto livello. E’
    disponibile in inglese sul sito dell’American Dietetic Association alla
    pagina Vegetarian Diets:
    http://www.eatright.org/cps/rde/xchg/ada/hs.xsl/advocacy_933_ENU_HTML.htm

  3. [...] Tumore all’intestino, anche i vegetariani a rischio [...]

  4. Paola

    BEH MI SEMBRA OVVIO, I VEGETARIANI MANGIANO FORMAGGI, LATTE, UOVA, YOGURTH E QUINDI ASSUMONO QUESTI DERIVATI ALTAMENTE CANCEROGENI, MENTRE I VEGANI MANGIANO SOLO FRUTTA VERDURE CEREALI INTEGRALI SEMIOLEOSI E FRUTTA SECCA, QUINDI ALIMENTI ANTI TUMORALI, QUINDI W IL VEGANESIMO

  5. mangiare molta piu’ frutta, verdura, ortaggi e vegetali in genere per mia esperienza personale migliora di gran lunga la qualita’ psico-fisica della nostra vita. Purche’ si faccia grande attenzione ai metodi di coltivazione, cosi’ come pure di allevamento! Secondo me meglio una bistecca di un vitello pascolato allo stato brado, del quale si conosca il regime alimentare e la provenienza piuttosto che un cavolfiore cresciuto su un terreno avvelenato da pesticidi o arricchito chimicamente. Con cio’ voglio dire che non basta essere onnivori, vegetariani o vegani per sentirsi “protetti” dall’insorgere di malattie che dipendono a mio parere dalla qualita’ relativa e non assoluta di quel che mangiamo. Saluti.




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