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Adolescenti e rischio obesità. L’autostima gioca un ruolo fondamentale

Pubblicato da Salvina, in MEDICINA DELL'ALIMENTAZIONE (non selezionare), Psicologia, Senza Categoria | 24 febbraio 2008 | 14:00
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Una ricerca pubblicata sugli Archivi di Medicina Pediatrica e condotta dal Dipartimento per la salute di New York ha stabilito che esiste una correlazione precisa nelle adolescenti tra la scarsa autostima e il rischio di diventare obese. Uno studio che ha coinvolto 4400 ragazze tra i 12 e i 18 anni ha dimostrato che le adolescenti che percepiscono se stesse come impopolari hanno il 69% in più di probabilità di diventare obese di quelle che percepiscono se stesse come amate e accettate dai coetanei. Da tempo è nota la relazione fra obesità e fattori sociali ed emotivi ma questa ricerca, come afferma Goutham Rao, direttore del Centro per l’obesità dell’ospedale infantile di Pittsburgh, ha il merito di porre in correlazione questo disturbo con la scarsa autostima.

Ma non tutti gli esperti hanno accolto con entusiasmo i risultati della ricerca newyorkese. La dottoressa Judith Myers-Walls della Purdue University ad esempio ritiene che non sia possibile stabilire se sia la scarsa autostima ad indurre le giovani a mangiare di più e, quindi, a ingrassare o se non sia invece il fatto stesso di essere in sovrappeso a causare in loro il crollo dell’autostima. In ogni caso, l’obesità adolescenziale è un problema che ha vastissima diffusione in tutti i paesi industrializzati e al quale è necessario porre tempestivamente un rimedio. Solo in Italia, come rileva Erio Ziglio, responsabile dell’ufficio OMS di Venezia, sono obesi il 20% dei ragazzi fra i tredici e i diciassette anni.


La soluzione non può essere ricercata solo nella prescrizione di un regime dietetico dimagrante , è necessario infatti, secondo gli esperti, sensibilizzare i più giovani verso una maggiore consapevolezza di se stessi e verso l’adozione di uno stile di vita più sano. Riguardo poi alla indiscutibile influenza di fattori sociali ed emotivi sull’insorgenza dell’obesità adolescenziale , Adina Lemeshow, una delle adolescenti che hanno partecipato allo studio poi diventata ricercatrice al Dipartimento per la salute di New York, propone di varare programmi preventivi che si concentrino anche sullo sviluppo, da parte dei ragazzi, di abilità sociali che li aiutino a fronteggiare le sfide che la quotidianità impone e che possono sembrare insormontabili in una fase di vita delicata come quella adolescenziale.

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Commenti:

Sono stati scritti 8 commenti su "Adolescenti e rischio obesità. L’autostima gioca un ruolo fondamentale"

  1. [...] studio, pubblicato su Pediatrics, sono stati ottenuti sull’analisi di un campione di 2000 adolescenti seguiti per un periodo di otto anni. I ragazzi, che all’epoca del loro coinvolgimento nella [...]

  2. [...] e non all’altezza del confronto, e negli adolescenti le già profonde insicurezze dell’ età del malessere si acuiscono, sfociando in una vera e propria ossessione per l’aspetto [...]

  3. [...] alle cause che la determinano: la ginecomastia puberale fa la sua comparsa nel corso dell’adolescenza ed è causata dagli squilibri ormonali tipici di questa fase della vita. La sua insorgenza non [...]

  4. [...] di italiani infatti sono affetti da obesità e fra di essi si contano soprattutto bambini (4%) e adolescenti [...]

  5. calimero

    io devo perdere una cinquantina di chili per raggiungere il mio peso ideale come faccio in maniera velocissssssima

  6. Paola Pagliaro

    Caro Calimero,
    non si perdono 50 kg in maniera veloccissssima, come dici tu… rivolgiti ad un dietologo serio, magari su suggerimento del tuo medico di base e inizia un regime alimentare tenuto sotto costante controllo medico.
    Saluti.

  7. [...] La degenerazione maculare legata all’età compromette pesantemente la qualità della vita del paziente, che si calcola si riduca del 60%. Nei pazienti affetti da AMD vi è anche un aumento del rischio di danni causati da cadute accidentali dovute alla riduzione della mobilità e il 30% presenta depressione dovuta alla condizione di isolamento sociale e alla perdita di autostima. [...]

  8. [...] non può prescindere dalla consapevolezza. La socio-psicologa Paola Leonardi, fondatrice del Centro Autostima Donna (Milano) sostiene che la maturazione dell’autostima, di fatto poco presente nella donna, è un [...]




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