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Punto G, forse non esiste!

Pubblicato da liulai, in Curiosità, La Salute delle Donne, Organi Sessuali, Sesso: Istruzioni per l'uso | 26 gennaio 2010 | 10:00

L’esistenza del punto G, ovvero la zona erogena femminile per eccellenza (situata sulla mucosa della parte anteriore della vagi­na a circa tre centimetri dal suo ingresso è a ridosso della parte posteriore dell’uretra) fu certificata nel febbraio del 2008, dal prof. Emmanuele Jannini che lo fotografò con un’ecografia transvaginale. Ecco perché fa notizia, og­gi, uno studio pubblicato sul journal of Sexual Medi­cine dal team del King’s College di Londra che con­sidera il  punto G «un’mmaginazìone delle donne, incoraggiata dai terapisti sessuali».

Il nemico del punto G è Tim Spector, co-autore  dello studio che ha intervistato 1800 gemelle ri­levando che le monozigote (e eterozigote) non sono si­mili per quanto concerne il fatidico punto esogeno.

«Se in una gemella questo punto esiste – è alla base del­lo studio – esisterà allo stes­so modo in sua sorella, identica e con lo stesso pa­trimonio genetico».

Ma questo, afferma Spector, non è emerso. Ecco, il pun­to G è una bufala.

«Glielo avevo detto a Tim Spector che il metodo da lui utilizzato non era adatto. Ma è andato avanti lo stesso, credo sostanzial­mente per farsi pubblicità»

 

commenta invece il prof Jannini che insegna sessuo­logia medica all’Università e dell’Aquila. Perché lo studio basato sulle gemelle non funzio­na?

«Perché le gemelle han­no vissuti diversi, esperienze sessuali differenti. Lo studio di Spector sarebbe valido se le gemelle avesse­ro condiviso anche gli stessi partner sessuali».

 Dunque questo significa che il punto G va scoper­to?

 «Infatti, il punto G è su base anatomica ma anche funzionale, la sua scoper­ta si basa sull’esperienza. Molte donne non sanno ne­anche di averlo il punto G, semplicemente perché nel corso del tempo non han­no trovato la chiave per sperimentarlo. O più sem­plicemente un partner che l’abbia aiutate a trovarlo»

 Ma che origine ha il pun­to G?

«Non lo, sappiamo con certezza. Potrebbe avere un’origine genetica oppure ormonale, ciò confermereb­be la diversità che può sussistere anche tra gemelle. Questo a maggior ragione considerando che il clitoride è tra gli organi più sensibili al testosterone».

Tutte le donne sono mu­nite di punto G?

«Non tutte. E non mi chieda le percentuali. Non le sappiamo ancora…»

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