• 06
  • Apr

Rapporti col pancione: chi ha detto che non si può?

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Da sempre, le coppie s’interrogano sull’opportunità del sesso in gravidanza. Non solo le donne, ma anche gli uomini preferiscono astenersi dai rapporti sessuali e spesso esitano a proporli. La separazione della funzione riproduttiva della sessualità da quella del piacere e dalla comunicane fa sì, quindi, che molte coppie in attesa abbandonino la sessualità per molto tempo.

In verità, il problema non esiste: in una gravidanza iniziata senza complicanze non c’è un motivo medico per rinunciare avere rapporti sessuali. Esistono solo pochi casi specifici in cui è altamente sconsigliabile avere rapporti sessuali in gravidanza:
  • Se c’è minaccia d’aborto o di parto prematuro.
  • Se il collo dell’utero è dilatato molto tempo prima della data prevista per il parto.
  • In caso di placenta “previa”, cioè posta nella zona inferiore della cavità uterina, tanto da ricoprire parzialmente o del tutto la parete interna del collo dell’utero.
  • In caso di ipercontrattilità uterina e se, allo stesso tempo, si stanno assumendo farmaci che causano il rilassamento della parete uterina.
  • In caso di rottura del sacco amniotico e, di conseguenza, dell’ inizio di una cura farmacologia per favorire la sviluppo completo dei polmoni del bambino.



Primo trimestre:
Molte donne ritengono erroneamente che fare l’amore, soprattutto nei primi mesi di gestazione, possa provocare danni al feto o favorire un aborto. In realtà, all’interno della pancia, il bambino è ben protetto dal liquido amniotico, dal sacco amniotico e dalle resistenti pareti uterine. Inoltre il canale cervicale (la parte inferiore dell’utero che sbocca in vagina) è piuttosto robusto e l’ingresso è sigillato da un tappo di muco. Neppure lo sperma può provocare danni poiché le abbondanti secrezioni vaginali, tipiche della maternità, impediscono a spermatozoi e germi di arrivare all’interno dell’utero. Tuttavia, soprattutto durante il primo trimestre di gravidanza, può verificarsi un calo del desiderio sessuale.Spesso la donna ha la nausea e poca voglia anche di mangiare: figuriamoci se pensa al sesso! Ciò nonostante, alcuni ricercatori dell’Università di Toronto hanno sostenuto che i malesseri delle gestanti sarebbero spesso disturbi immaginari, dovuti alla solitudine al bisogno di un sostegno emotivo.


Secondo trimestre:
Il secondo trimestre è il periodo più appagante anche dal punto di vista dell’affiatamento sessuale, i disturbi funzionali sono cessati, da parte della donna aumenta il bisogno di tenerezze, il desiderio di sentirsi al centro dell’universo. In questo periodo il desiderio sessuale può addirittura aumentare, provocando orgasmi più intensi e frequenti. In coppia è necessario parlare di paure e sogni e non bisogna evitare i contatti erotici, indispensabili per il benessere di entrambi. È importante restare coppia anche se si diventerà una famiglia.

Terzo trimestre:
È il più controverso: l’”ostacolo” fisico del pancione può infatti ridurre la voglia di fare sesso e questo sarebbe giustificato anche da alcune modificazioni ormonali. Al contrario, la situazione generale sembra predisporre maggiormente al sesso. Infatti se da un lato la libido cala per gli alti tassi di progesterone, ormone che riduce il desiderio, dall’altro gli ormoni gravidici facilitano la lubrificazione e la risposta orgasmica: fattori che permettono alla donna di abbandonarsi tranquillamente al rapporto sessuale. In più, il muscolo uterino aumentato di “massa” permette di percepire meglio le contrazioni uterine sia durante sia dopo l’orgasmo. Le contrazioni, sempre di brevissima durata, sono presenti anche normalmente.





5 Commenti Scritto da liulai
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Sono stati scritti 5 commenti su "Rapporti col pancione: chi ha detto che non si può?"

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