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Tecnostress

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Tecnostress

Il tecnostress è una condizione che mette in difficoltà le persone che lavorano molto con le nuove tecnologie e software, le quali, per lavoro, devono essere costantemente aggiornate. I progressi della tecnologia hanno portato a sempre più complicati modi di fare business, più che in qualsiasi altro momento nella storia umana. I rapidi progressi e l’evoluzione delle nuove tecnologie hanno causato l’introduzione per i dipendenti di corsi di aggiornamento sulle tecnologie e software, nel tentativo di rimanere al passo con i tempi. La rapida introduzione delle tecnologie sul posto di lavoro può provocare un trauma, una sofferenza per il dipendente che arriva ad avere una sorta di “avversione” verso queste nuove tecnologie.

CAUSE: Ci sono numerosi potenziali problemi legati allo stress tra i lavoratori, i quali possono sfociare nel tecnostress. Questi problemi possono essere classificati in cinque tipi:

1.) Effetti soggettivi. I dipendenti possono avere tecnostress vivendo sentimenti di ansia, rabbia, apatia, noia, depressione, stanchezza, frustrazione, senso di colpa, irritabilità, e solitudine;

2.) Effetti comportamentali. Il tecnostress può causare una perdita o guadagno di peso, mangiare troppo o troppo poco, eccessiva assunzione di alcool, droghe, fumo, eccitabilità, irrequietezza, difficoltà di parola e aggressività. I lavoratori possono inoltre diventare passivi, evitando situazioni di stress e isolandosi dagli altri, o possono anche non essere più in grado di agire prontamente;

3.) Effetti cognitivi. Possono esserci difficoltà nel concentrarsi e nel prendere decisioni, ma si possono avere effetti sulla memoria e sull’emotività (si può diventare più sensibili alle critiche);

4.) Effetti fisiologici. Aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, sudorazione, secchezza della bocca, difficoltà a respirare, vertigini, mal di testa, formicolio degli arti, male al torace e alla schiena, disturbi del sonno e sintomi del colon irritabile;

5.) Effetti organizzativi. Assenteismo, scarsa produttività, alto tasso di incidenti, lavoro eccessivo, antagonismo sul posto di lavoro e insoddisfazione.

I costi delle imprese dovuti alla depressione da tecnostress sono stati calcolati in 31,3 miliardi di dollari l’anno a causa della diminuita produttività e della perdita di giorni di lavoro, e di 12,4 miliardi in costi per i farmaci ed il trattamento medico, sulla base di dati a partire dal 2000.

SINTOMI: Il sintomo più evidente sono le difficoltà psicologiche che comportano nel 61% dei casi maggiori assenze dal posto di lavoro. Il tecnostress è anche la causa del 65% dei licenziamenti, e fino al 90% degli incidenti industriali. Altri sintomi conseguenti al tecnostress sono:

  • Ipertensione;
  • Malattie coronariche;
  • Mal di testa;
  • Asma;
  • Disturbi gastrointestinali;
  • Malattie mentali;
  • Disturbi della pelle legati allo stress.

In alcuni casi sono stati registrati anche episodi di violenza sul posto di lavoro, omicidi e suicidi.

TERAPIA: Per combattere il tecnostress, le aziende dovrebbero fornire diverse opportunità di apprendimento e di formazione a seconda dei tipi di personalità. Importante anche effettuare un piano di transizione più lento e graduale, anche sulla base degli impegni dei dipendenti, i quali possono decidere autonomamente quando sottoporsi ai corsi di aggiornamento. I datori di lavoro dovrebbero incoraggiare i propri dipendenti ad impegnarsi in attività nel tempo libero, insieme ad un regolare programma di esercizio fisico.

PROGNOSI: Come ogni malattia psicologica, anche per il tecnostress il tasso di guarigione è diverso da soggetto a soggetto. Incide molto il tipo e l’ambiente di lavoro, ma anche la quantità di stress accumulata prima di iniziare la terapia.

Fonte: [http://goliath.ecnext.com]

Per ulteriori informazioni rivolgersi al proprio medico. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.




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