La memoria funziona meglio quando si è tristi

di Marco Mancini Commenta

Stare un po’ giù ha anche i suoi lati positivi. Secondo un recente studio dell’Università del New South Wales di Sydney la memoria è maggiormente attiva, e quindi immagazzina meglio le informazioni, nelle giornate uggiose e nelle persone che sono giù di morale.

I ricercatori australiani sono arrivati a questa conclusione con una doppia osservazione. La prima sugli avventori di un locale. In giornate piovose veniva diffusa musica triste, mentre nelle giornata soleggiate c’era musica allegra. All’ingresso del locale venivano posti 10 oggetti come pupazzetti, macchinine, ecc. All’uscita dal locale ai clienti veniva chiesto se ricordavano quali oggetti c’erano all’ingresso, e la conclusione è stata che essi ricordavano meglio gli oggetti nelle giornate uggiose che in quelle assolate.

La seconda osservazione è stata effettuata sugli studenti universitari. E’ stato infatti dimostrato che quelli che erano un po’ tristi riuscivano a mantenere meglio l’attenzione e a riflettere, rispetto a quelli più allegri. Anche qui il risultato è che i voti agli esami erano mediamente più alti per gli studenti tristi. La motivazione, secondo i ricercatori, può essere che quando si è allegri ci si concentra maggiormente sulle persone e non sulla situazione in generale, lasciando vagare la mente più libera, non permettendole di concentrarsi, e quindi di immagazzinare meglio le informazioni come invece accade nelle persone più taciturne e solitarie.

[Fonte: Corriere della sera]

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