Obesità, si combatte con il vino rosso in pillola

di Tippi Commenta

E’ in arrivo un nuovo farmaco in grado di prevenire l’obesità, si chiama SRT-1720 ed è una copia sintentica del resveratrolo, un polifenolo contenuto negli acini d’uva e nel vino, soprattutto in quello rosso dalle note proprietà antiossidanti.

Lo studio, pubblicato su “Scientific Report”, e ha messo in evidenza come il resveratrolo aiuti a migliorare la tolleranza al glucosio e la sensibilità all’insulina, a ridurre la quantità di grassi nel fegato e a prevenire il diabete spesso legato all’obesità. Questo prezioso antiossidante, infatti, è in grado di attivare un gruppo di proteine chiamate sirtuine, che svolgono un’importante funzione regolatrice in molti processi metabolici, oltre che essere correlate anche alla formazione dei tumori, alla secrezione di insulina e alla riparazione del Dna. Per stimolare le sirtuine, e quindi prevenire l’obesità indotta da un regime alimentare sbagliato, occorrono non solo grandi quantità di resveratrolo, ma anche una dieta povera di grassi.

Il team dei ricercatori, infatti, ha condotto vari test su topi utilizzando SRT-1720 per attivare le sirtuine. In questo modo, hanno scoperto come i topi obesi vivessero il 44% in più rispetto ai coetanei che non avevano assunto la medicina a base di resveratrolo. Da qui l’idea di creare una copia chimica di questo importante antiossidante naturale in grado di agire a dosi più basse e senza restrizioni dietetiche eccessive. SRT-1720, che fa parte di una famiglia di molecole, era già stata sperimentata in passati, ma senza successo. Lo studio, infatti, l’ha riportata alla ribalta, sebbene resti ancora da dimostrare effettivamente come sia in grado di stimolare le sirtuine.

Richard Miller, un esperto di invecchiamento dell’University of Michigan, ha avanzato qualche dubbio e ha commentato la ricerca affermando che:

Sarebbe stato più interessante se avessero dimostrato questi effetti in topi normali e non obesi.

La ricerca, infatti, deve essere ancora sperimentata sull’uomo, anche se in questo caso, a detta degli esperti, il candidato migliore è un’altra molecola, la SRT- 2104.

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