La dieta ai tempi della crisi

di Marco Mancini Commenta

In Russia si sa, la libertà è soltanto una parola sul vocabolario. In tempi di crisi come questo, tutti devono tirare la cinghia, ed un pool di esperti nutrizionisti russi ha recentemente emanato il menu da seguire durante l’anno da tutti i cittadini dell’ex Unione Sovietica per avere un pasto completo senza spendere tanto. Poi si sa che lì il margine tra consiglio e ordine è molto sottile.

La dieta russa, riportata questa mattina dal Corriere della Sera, elimina definitivamente i prodotti tipici russi, caviale e vodka, per dare spazio ad alimenti più poveri, ma molto più nutrienti. Con una spesa di 70 euro al mese circa, sono consigliati quintali di patate e altri tuberi, cavoli, uova, riso, frutta e pollo, con un piccolo strappo alla regola in cui sono permesse delle caramelle (un pò di zuccheri in qualche modo bisogna assumerli). In Italia, per fortuna, secondo i nutrizionisti questa dieta sarebbe un suicidio.

Probabilmente per la diversa cultura culinaria, o per la differenza di temperature (in Russia, in cui è la normalità stare intorno ai -10 o -20 gradi) questi alimenti servono per fornire più grassi per resistere al freddo. Da noi non ce ne sarebbe bisogno, e i consigli in tempi di crisi sono ben diversi. Prima di tutto, è importante variare. Vanno bene le patate (non i 110 kg all’anno imposti in Russia) o le verdure, ma molto importante anche la frutta fresca e i prodotti della terra di stagione, perché meno costosi e prodotti più vicini a noi.

Importante anche adottare come abitudine l’utilizzo dell’olio d’oliva, quasi bandito nelle steppe, o il pesce azzurro. E ancora, molto consigliati sono il latte e i latticini per la giusta quantità di calcio nella dieta che non deve mancare mai (ovviamente senza esagerare), ma anche pasta e pizza, che tolti ad un russo non fanno male, ma eliminati nella dieta di un italiano equivalgono ad una condanna a morte.

I consigli di Carla Favaro, docente della Scuola di specializzazione in scienze dell’alimentazione dell’università Bicocca a Milano, sono di puntare sui piatti poveri (economicamente), ma ricchi in termini alimentari, come la pasta e fagioli, la pasta con le sarde, uova (ma non più di 3 a settimana), ed evitare cibi precotti. Importante anche scegliere i prodotti della marca del supermercato stesso, evitando magari quelli importati, ed infine, per chi ha tempo e capacità, meglio preparare da mangiare in casa, dalla pizza alla pasta, perché più genuina e meno costosa. Fare una dieta sana senza spendere tanto si può, soprattutto in questo periodo.

[Fonte: Corriere della Sera]

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