Fisioterapisti falsi, attenzione alle credenziali

di Valentina Cervelli 3

È allarme nell’ambiente sanitario a causa del numero sempre più alto di fisioterapisti abusivi. Al pari di dentisti e medici, quella del fisioterapista appare essere una delle professioni più scelte dai truffatori per arricchirsi alle spalle dei malati.

Si tratta di un trend riconosciuto recentemente, e venuto alla luce attraverso episodi di cronaca importanti. Quello più recente riguarda un ex infermiere della provincia di Verona che da più di vent’anni aveva aperto un ambulatorio di fisioterapia nel suo appartamento. Un luogo dove centinaia di persone si erano avvicendate negli anni, garantendo al falso specialista guadagni illeciti.

Secondo i dati raccolti dall’Associazione italiana dei fisioterapisti, sarebbero almeno 100.000 coloro che eserciterebbero  la professione abusivamente: praticamente il doppio di quelli reali e legalmente accreditati presso il ministero della salute. Come spiega Antonio Bortone, presidente della Aifi:

Nel nostro settore l’abusivismo è in continua espansione.Diversi tipi di soggetti non abilitati continuano in spregio a qualsiasi legge a svolgere attività fisioterapiche e a farne le spese sono soprattutto i pazienti.

È qui che salta fuori in maniera preponderante l’importanza di una corretta informazione prima di affidare il proprio corpo ad un professionista del settore. L’applicazione di tecniche fisioterapiche da parte di persone non preparate rischia, infatti, di creare più danni di quelli già presenti nel probabile paziente. Continua Bortone:

Se l’operatore a cui ci si affida è iscritto a una delle associazioni rappresentative dei fisioterapisti riconosciute dal Ministero della salute, ovvero all’Aifi o alla Federazione italiana fisioterapisti, si può stare tranquilli: prima di ammettere l’iscrizione di un nuovo membro, queste associazioni verificano che sia in possesso dei requisiti necessari .

Nel caso l’iscrizione non risultasse, continua il dottore, il paziente deve accertarsi che l’operatore scelto sia effettivamente laureato in fisioterapia o possegga un titolo di studio equipollente. Parliamo di: terapista della riabilitazione, tecnico fisioterapista della riabilitazione, fisiocinesiterapista e massofisioterapista, così come definiti nel 2000 da uno specifico decreto ministeriale.

Per riconoscere un fisioterapista, può essere di valido aiuto anche analizzare il suo comportamento una volta alle prese con il malato. Prima di lavorare, infatti, un fisioterapista regolare chiederà sempre al suo paziente visionare la documentazione medica pregressa al fine di valutare un corretto approccio terapeutico, tenendo sotto controllo il palesarsi di eventuali controindicazioni.

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Fonte: Corriere della sera

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