Giovani, occhio agli stravizi: si pagano dopo i 50 anni

di Marco Mancini 2

Chi a 20 anni non ha mai fatto qualche “cavolata”? Finché si tratta di una cosa fatta una tantum, può andar bene, ma se diventa un vizio, anzio uno “stravizio”, le conseguenze sono tutt’altro che positive. Una recente inchiesta della CNN ha rilevato come i giovani non si interessino tanto delle loro azioni, come ad esempio il binge drinking, il fumo o il sesso senza precauzioni, in quanto non vedono conseguenze negative né su sé stessi, né sui loro amici. Il motivo è che le conseguenze di questi comportamenti le pagheranno tra 30 anni.

Dopo i 50 infatti sono in molti, specialmente gli uomini, che cominciano a frequentare assiduamente un medico, ad iscriversi in palestra o a cominciare una dieta, in quanto si accorgono che il loro fisico gli sta presentando il conto. E con una prospettiva di vita di ancora 30-35 anni ulteriori da vivere, non c’è da scherzare.

Le conseguenze più comuni? Cancro e malattie collegate al fumo, per chi ha preso il vizio prima dei 20 anni; danni epatici e neurologici per gli amanti del binge drinking (bere 4 o più drink in una serata tutte le sere o quasi), AIDS, malattie veneree o epatiti per chi pratica il sesso non sicuro. Per non parlare di chi ha fatto uso per diversi anni (e magari lo fa ancora) di droghe. Queste comportano disturbi cerebrali in particolar modo a chi ha fatto uso di eroina, anche se chi non riesce a smettere di assumere questo genere di droga, difficilmente raggiunge il mezzo secolo di vita.

Un 50enne che dipende da alcool o droga da quando aveva 20 anni deve semplicemente smettere e poi rivolgersi a uno specialista. Non ci sono strade diverse da seguire, se si vuole recuperare qualcosa

afferma il portavoce della Federazione Italiana Medici di Famiglia, Fiorenzo Corti, il quale aggiunge:

Il fumo può provocare la Bpco (Broncopneumopatia cronica ostruttiva), che si manifesta con affanno e tosse anche d’estate. Chi ha fatto sesso non protetto in gioventù rischia invece di ammalarsi di epatite, che tra l’altro è una malattia che non si manifesta subito e che spesso viene intercettata quando è già in fase avanzata. Per non parlare di chi da giovane amava bere: il fegato di queste persone non è mai in buono stato.

Dunque che fare? In primis, smettere quanto prima. Dopo aver posato per l’ultima volta il bicchiere, la sigaretta o dopo aver iniziato ad usare le precauzioni per il sesso, bisogna rivolgersi al proprio medico di famiglia per avviare una terapia di recupero, che consiste in una dieta gradualmente più sana (impossibile passare dal cibo spazzatura al filetto di pollo da un giorno all’altro), attività fisica ed una visita da un ginecologo/andrologo.

[Fonte: Repubblica]

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