Internet ci fa perdere la memoria e ci rende pigri

di Marco Mancini 3

Non bastava la depressione, i problemi fisici come quelli agli occhi o posturali, e le altre mille problematiche sollevate dai pensatori di tutto il mondo. Ora si aggiunge una nuova patologia all’uso smodato di internet: la perdita di memoria.

A stabilirlo è Nicholas Carr, scrittore di fama mondiale che ha sempre trattato la tecnologia digitale “con i guanti”, e ha da sempre portato alla luce delle problematiche che riguardavano il rapporto società-nuove tecnologie, anche con un buon seguito. La tesi di Carr è, in breve, che internet ci porta ad avere una vita “troppo comoda”, fatta di links e materiale immediato, tanto da farci disabituare a pensare, e soprattutto a ricordare, dato che tutto ciò di cui abbiamo bisogno è raggiungibile con un click.

Spiega Carr sulla rivista The Atlantic,

Offrono opportunità straordinarie di accesso a nuove informazioni, ma hanno un costo sociale e culturale troppo alto: insieme alla lettura, trasformano il nostro modo di analizzare le cose, i meccanismi dell’apprendimento. Passando dalla pagina di carta allo schermo perdiamo la capacità di concentrazione, sviluppiamo un modo di ragionare più superficiale, diventiamo dei pancake people, come dice il commediografo Richard Foreman: larghi e sottili come una frittella perché, saltando continuamente da un pezzo d’informazione all’altra grazie ai link, arriviamo ovunque vogliamo, ma al tempo stesso perdiamo spessore perché non abbiamo più tempo per riflettere, contemplare. Soffermarsi a sviluppare un’analisi profonda sta diventando una cosa innaturale.

Due anni fa Carr sosteneva che Google ci stava rendendo stupidi, perché oltre agli indubbi vantaggi che il motore di ricerca più famoso al mondo offre, c’erano anche gli svantaggi

assai meno evidenti e proprio per questo più pericolosi.

Si parla infatti di una vita troppo “collettiva” che uccide l’individualismo, come spiega Jaron Lanier, altro critico della rete, secondo il quale non solo internet è in grado di modificare la società, ma addirittura la struttura del nostro cervello,

perfino a livello cellulare.

Insomma, in breve le nuove tecnologie ci rendono più pigri, non ci permettono più di leggere su pagina di carta ma solo in formato digitale, facendo lavorare molto meno il cervello, il quale perde la capacità di mettere a fuoco i problemi, elaborarli, e soprattutto ricordarli.

[Fonte: Corriere della Sera]

Commenti (3)

  1. Niente di più vero!! Lo vedo su me stessa, da quando trascorro 3-4 ore al giorno navigando in internet dimentico parecchie cose che riguardano la vita reale, tipo appuntamenti dal dentista, dall’estetista ecc.
    Prima avevo una memoria ferrea, ora devo segnarmi tutto ed ultimamente faccio difficoltà a ricordare anche determinate parole, o nomi di ristoranti, discoteche ecc.

  2. io ci lavoro su internet e ti posso dire che non è una cosa grave. Dipende principalmente da due fattori: cosa si fa su internet (se lo usi per studiare/lavorare o qualsiasi cosa che stimoli il cervello la situazione non diventa preoccupante) e cosa fai quando cerchi di ricordare.

    Ad esempio, se tenti di ricordare il nome di un ristorante mentre sei davanti al pc, non te lo ricordi non perché perdi la memoria, ma perché inconsciamente i tuoi occhi guardano il monitor e ti fanno pensare a qualcos’altro, distraendoti. Inoltre se stacchi dal computer, dopo appena qualche minuto, un’ora al massimo, tutto torna come prima. E’ solo questione di concentrazione, e di fronte ad un pc questa cala perché l’attenzione viene attirata da centomila cose diverse.

  3. Concordo! E’ verissimo…
    Ho perso parecchia memoria, dimentico facilmente le cose e questo anch’io da quando passo parecchio tempo in rete alla ricerca di informazioni varie..-.

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