Sindrome di Asperger, miccia della civiltà?

di Valentina Cervelli 2

La sindrome di Asperger  come causa della civiltà che noi conosciamo? Non si tratta di una ipotesi da gettare alle ortiche. E’ di questo avviso la prof.ssa Penny Spikins del Department of Archaeology dell’University of York, la quale ritiene che a causare la “scintilla” della civiltà moderna possano essere state diverse personalità colpite da disturbi dello spettro autistico.

Secondo la luminare basta studiare la storia per rendersene conto. Per migliaia di anni infatti l’uomo ha costruito strumenti di pietra elementari: raschietti e punteruoli utilizzati per migliaia di anni e poi, centomila anni fa un completo cambiamento tecnologico. Arrivano archi e frecce, costruzioni di diverso tipo, addirittura trappole ingegnose per catturare gli animali.

Perché si parla di persone affette da disturbi autistici come, per l’appunto, la sindrome di Asperger? E’ presto detto: perché queste persone , come spiega la dott.ssa Spikins nel suo articolo pubblicato sulla rivista New Scientist, sono capaci di applicarsi in modo “focalizzato” su un compito fino al suo raggiungimento, condendo il tutto con una sistematicità che ha sicuramente rappresentato la base ideale per la messa a punto di strumentazione più precisa.

E’ stato proprio in quel periodo poi che sono iniziate le costruzioni dei primi ornamenti, e le prime pitture sulle pareti delle caverne, molto simili a quelle che tutt’oggi le persone affette da autismo disegnano sui propri fogli.  Fatti che portano a teorizzare che a dare l’impulso necessario alla società per evolversi sia stato portato proprio da quegli individui affetti da autismo e disturbi di tipo psichico, tutelati dal resto degli uomini per la gratitudine espressa nei confronti delle innovazioni apportate.

Spiega la professoressa:

Negli anni più recenti c’è stata una crescente attenzione verso altre condizioni autistiche come la sindrome di Asperger che, da una parte crea una chiara differenza nella “mente”, ma dall’altra non comporta per forza una significativa esclusione sociale.

Chi è affetto da questa patologia ha difficoltà a stabilire relazioni empatiche come chi affetto da autismo vero e proprio, ma contemporaneamente è in grado di pensare in “modo diverso” dando un contributo speciale nel proprio settore di interesse. Qualche esempio? Vincent Van Gogh ed Albert Einstein.

Photo Credit | Thinkstock

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Fonte: N.S.

 

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