Una nuova realtà virtuale in cui giocare a rifarsi: è polemica per Miss bimbo

di Paola 8

Become the most famous and beautiful bimbo in the worldDiventa la ragazzina più famosa e bella del mondo…così si legge sul sito del videogioco online più discusso e popolare degli ultimi tempi.
Si chiama Miss bimbo ed è uno tra i giochi virtuali più diffusi in Francia e in Inghilterra. Come tutti i videogames simulatori di vita reale (The Sims insegna) consiste nel crearsi un personaggio rappresentato da un avatar e…farlo diventare il più bello.

In pallio la corona di Miss bimbo, a fine gioco. Fin quì niente di trascendentale, ma cosa ha scosso allora così fortemente le coscienze di moralizzatori e non, genitori e perbenisti? Il fatto che si possa ricorrere al bisturi virtuale!
I giocatori, in prevalenza ragazzine tra i 9 ed i 16 anni, possono infatti ricorrere alla chirurgia plastica per migliorare l’aspetto dei propri alter-ego virtuali. E non finisce quì. Se l’avatar ha la pancetta o i fianchi larghi, si può rimediare con delle magiche pillole dimagranti.


Insomma una vera e propria fabbrica di bellezza virtuale. I trattamenti di bellezza vengono acquistati tramite un fondo virtuale, composto da bimbo-dollari, ma se il conto diventa rosso, i giocatori potranno comprare altro credito per abbellire i vanitosi avatar inviando un sms a pagamento (una sterlina e mezzo per messaggio inviato).
Ad insorgere le associazioni di genitori per il contenuto diseducativo del gioco, che punterebbe troppo sull’aspetto fisico e sull’immagine, trasmettendo messaggi fuorvianti per menti in crescita. Inoltre, se si diventa dipendenti della realtà virtuale dell’estetica, si corre il rischio di dilapidare l’intera paghetta per l’acquisto di ulteriori bimbo-dollari.
A lamentarsi anche la categoria dei medici, secondo cui pubblicizzare le pillole dimagranti così spudoratamente costituisce un vero e proprio comportamento anti-etico.

L’inventore si chiama Nicolas Jacquart ed ha solo 23 anni. Mi viene da pensare che, come me, sia cresciuto in una realtà che dona molta importanza all’aspetto fisico e in cui la chirurgia estetica non sorprende più. E’ routine. E in effetti è così che si giustificano i produttori dalla valanga di accuse: se il videogioco simula la vita reale, perchè non imitare in tutto e per tutto la società in cui viviamo, della plastica e delle pillole magiche per ogni problema?

Perchè…ed è quì che entra in gioco il senso etico, dovremmo pensare se è questo il mondo in cui vogliamo crescano i nostri figli, ossessionati dall’aspetto fisico, a 14 anni chiederanno di rifarsi il seno o il naso, piuttosto che il mitico vespino. Certamente non bisogna ignorare che la società è in perenne evoluzione e chiudere gli occhi non serve.

Miss bimbo non è certo l’unico gioco in cui si discutano i valori tradizionali. Posso testimoniare per esperienza che anche in The Sims, famoso videogioco di simulazione, i messaggi sono alquanto discutibili. Ad esempio, se inviti un professore virtuale a casa e ci finisci a letto sempre virtualmente i voti improvvisamente lievitano. Se crei un personaggio bello e attraente riceverai fischi di ammirazione e avrai successo, cosa che non avviene per qualcuno un po’ più bruttino.

Altro esempio del cambiamento del target offerto ai bambini di oggi, sono i cartoni. Violenza e giapponesi a parte, sono rimasta scioccata quando una nuova eroina animata ha accusato la compagna di banco di essere tutta rifatta. Abituata a Candy Candy e Georgie ci sono rimasta un po’ male, ma poi ho capito. I tempi sono cambiati e anche i giochi…

Commenti (8)

  1. Verissimo, è un segno malato di questi tempi malati… comunque, volevo anche fare una precisazione: “Bimbo is a term that emerged in popular English language usage in the early 20th Century to describe an often attractive, yet idiotic woman”, da Wikipedia

  2. grazie per il tuo contributo 🙂

  3. “Se vuoi avere successo nella vita devi essere bella a tutti i costi”. Questo è il messaggio veicolato dal gioco che, per una ragazzina di 13 anni (o poco più) può essere devastante. Sì, perché finché certe scelte vengono prese in età adulta, possono essere discutibili ma non ledono nessuno.

  4. sono d’accordo con te, purtroppo puntare il dito contro questi giochi fortemente diseducativi equivale ad essere additati come moralizzatori guastafeste, questa è la realtà in cui viviamo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>