Whitney Houston, uccisa dalla depressione, alcol e droghe

di Cinzia Iannaccio 3

La depressione uccide, ancora una volta. 49 anni non ancora compiuti ed una voce celestiale. Whitney Houston, se ne è andata. E’ stata trovata morta in un albergo di Beverly Hills. Sconosciute, o comunque non accertate per il momento le cause del decesso, ma in tutti aleggia il sospetto che sia stato causato in qualche modo dalle sue dipendenze, dai farmaci, dalle sostanze stupefacenti, dall’alcool. Da tempo soffriva anche di una forte depressione. E’ stata e sarà per sempre una regina della musica pop, una donna  bellissima, che regalava emozioni e brividi ogni volta che cominciava a cantare. Inimitabile.

Alle 3,43 di stanotte (ora locale) dall’Hotel Houston è stato chiamato il 911, mai paramedici erano già sul posto in occasione della consegna dei Grammy Awards a cui la cantante avrebbe dovuto partecipare come ospite d’onore. Avevano inutilmente tentato di rianimare la donna. E’ stata dichiarata morta  alle 3,55. Al suo picco, della sua carriera tra  gli anni 1980 e la metà degli anni 1990, è stata uno degli artisti più apprezzati al mondo: una voce morbida, e al contempo potente senza sforzi. Arrivò anche al cinema con successi del calibro di “The Bodyguard” e “Waiting to Exhale“.

Ma alla fine della sua carriera, Houston è diventata il simbolo negativo, un ammonimento di come il consumo di droghe potesse distruggere tutto. Comportamenti anomali in pubblico e conseguente  crollo delle vendite dei suoi dischi hanno tracciato l’inesorabile percorso fatto di marijuana, pillole e cocaina, ma  anche tanto alcol. La sua splendida voce diventata roca. Il tutto era stato reso più difficile da un tumultuoso matrimonio e la depressione aveva fatto il resto. Così come forse è stato per un’altra star dalla voce inimitabile, Amy Winehouse.

La cantante Jennifer Hudson farà un omaggio a Houston cantando le sue canzoni durante il Grammy.

Per approfondire la carriera di Whitney Houston ed il suo doloroso percorso tra le dipendenze, seguite le notizie di Starlet Time.

Commenti (3)

  1. Ho avuto anche io nel 2004 una forma depressiva che mi porto’ ad avere un brutto Herpes al telencefalo sinistro con perdita di memoria cognitiva che mi conduceva alla voglia di morire. Dopo tanti anni, grazie all’aiuto anche dei miei cari genitori e fratello ho ripreso vita e ne sono orgoglioso. Anche se lasciato solo da tanti amici del passato ho sentito sempre di piu’ l’ebrezza della vera Vita fatta di aiuti che puoi dare al prossimo come il Buon Dio ci disse.
    Bisogna secondo me essere felici del nulla, magari di una goccia d’acqua oppure di un filo di vento.Camminare su questa terra con le braccia tese verso qualcosa che verra’ ed avere occhi sereni per tutte le incertezze del destino.Solo cosi’ il tempo passera’ senza rimpianti ed un giorno potremo raccontare di aver avuto tanto dalla vita. Federico Cesareo

  2. Belle parole, Federico. Ti auguro buona fortuna, a te e a tutte le persone che stanno passando o hanno passato momenti tanto duri e difficili. Non dovremmo mai mostrarci indifferenti nei loro confronti. Riposa in pace, Whitney..

  3. @ Federico Cesareo:
    Anche io conosco la malattia da vicino. Non in forma grave, anche perché ho saputo riconoscere i sintomi per tempo e chiedere subito aiuto. Ma la depressione è sempre lì, latente, con alti e bassi di umore ed a volte il desiderio del silenzio, arriva. Ma la vita è bella. E Whitney è l’esempio di quello che ti può dare: tutto, bellezza, successo, voce meravigliosa……la malattia secondo me è più fisiologica che mentale, ha un’alta componente organica. Per questo è importante farsi curare. Whitney è anche l’esempio di come tutto si può perdere, anche la vita…..Si può morire anche continuando a vivere e respirare. Crdo che questo gli fosse accaduto. Molti di noi si lasciano trascinare dagli eventi e dallo stress, bisognerebbe fermare il tutto e ricominciare ad assaporare le piccole cose.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>