Labioplastica, ovvero rifarsi la vagina

di Paola 1

Il ricorso alla chirurgia estetica, agli inizi del suo boom, riguardava gravi complessi come rughe troppo marcate, borse sotto gli occhi, seno troppo piccolo/troppo grande. Insomma, difetti fisici evidenti che potevano creare non poco disagio a persone poco sicure di sè. Oggi invece sono aumentati anche altri tipi di ritocchi che di primo acchito possono sembrare decisamente meno necessari. Un esempio su tutti? La labioplastica, l’intervento che permette di avere una vagina perfetta.

Ora non sappiamo quali siano i canoni che consentano di stabilire come debba essere l’organo sessuale femminile ideale, ammesso che effettivamente esista qualche parametro valido. Ad ogni modo, pare che in Gran Bretagna questo genere di intervento vada forte e sia molto richiesto dalle donne che si recano dal chirurgo estetico. In cosa consiste e a cosa serve? A spiegarlo bene è il sito italiano centrochirurgiaestetica:

Il normale processo d’invecchiamento può alterare lentamente anche tutta la zona delle piccole labbra che possono apprire rilassate in maniera più o meno accentuata. Talvolta invece possono presentarsi ipertrofiche per ragioni congenite. Questa situazione può portare a degli inconvenienti più o meno accentuati che possono manifestarsi con sensazione di disagio quando ad esempio si praticano attività sportive tipo ciclismo o ippica. In casi estremi si possono produrre lacerazioni od infezioni.

I chirurghi spiegano come la vagina possa apparire perfettamente simmetrica dopo l’operazione:

La labioplastica rimuovendo l’eccesso di pelle e mucosa ridona armonia e comfort. Durante una labioplastica viene rimossa con il bisturi la parte di pelle e mucosa eccedente. La quantità di pelle eliminata viene misurata con precisione per ottenere un risultato simmetrico su entrambe le labbra.

Ma ci sono effetti collaterali? Secondo uno studio pubblicato sulla rivista British Journal of Obstetrics and Gynaecology, la pratica è da prendere in considerazione con estrema cautela dal momento che non sono ben noti gli eventuali effetti collaterali ed i rischi.