La pelle ricorda: ecco cosa devi sapere sulla protezione dai raggi solari

di Cinzia Iannaccio Commenta

“La pelle ricorda”. Lo avrai sentito dire 1000 volte, ma cosa significa? L’abbronzatura è una risposta fisiologica della pelle ai danni dei raggi ultravioletti. E’ un bell’effetto, ma pericoloso se non gestito accuratamente e soprattutto questi danni che arrivano alle cellule cutanee più o meno in profondità, non sono reversibili e si accumulano nel tempo. Un esempio di un confronto? Una sigaretta al mese per i tuoi polmoni può non significare nulla anche per 10 anni (ma non è detto, è sempre meglio evitare). Una al giorno, per 6 mesi ha un effetto più intenso ed ancora di più un pacchetto al giorno per 10 anni. Le sostanze tossiche si accumulano nei polmoni ed oltre a renderli meno funzionali ne alterano le cellule che possono trasformarsi in maligne. Così il sole, scottatura dopo scottatura. Molti studi hanno evidenziato infatti un maggior rischio di tumore della pelle in persone che hanno avuto una cattiva esposizione al sole e scottature ripetute. Dunque cosa fare per non rinunciare ad essere baciati dal sole?

La pelle ricorda: ecco cosa devi sapere sulla protezione dei raggi solari

  • Proteggi la pelle del tuo bambino sin da piccolo con adeguati filtri solari, quando la sua cute è ancora sana e sostanzialmente molto delicata. La prevenzione dei tumori della pelle, ma anche di macchie antiestetiche parte proprio da qui.
  • Per lui e per te scegli accuratamente la protezione solare: deve contenere filtri sia contro i raggi UVA ed UVB che sono ambedue responsabili di danni (da scottature ad eritemi).
  • Lampade abbronzanti? Tieni presente che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha inserito queste apparecchiature nella classe dei cancerogeni di massimo rischio, al pari delle sigarette (come il gelato, una sigaretta o una seduta abbronzante non è pericolosa, ma l’abuso sì) ed in molti Paesi, compresa l’Italia, ne è fatto divieto d’uso ai minorenni: dunque lampade sì se si vuole, ma con moderazione e sempre applicando dei filtri solari.
  • Aspetti un bambino? In questa fase della vita della donna si è particolarmente soggette a causa di un’incauta esposizione al sole, allo sviluppo di macchie solari, sostanzialmente innocue ma decisamente antiestetiche e difficili da mandar via. Protezione solare a go go!
  • L’ombrellone non basta (aiuta, ma non troppo) in quanto filtra solo una parte dei raggi ultravioletti, così come pure le nuvole.
  • Evita l’esposizione nelle ore più calde.
  • Scegli sempre una protezione solare di almeno 25 spf e rinnovala sulla pelle ogni 2 -3 ore. Anche se è resistente all’acqua, lo sfregamento con la sabbia ed il telo mare, ma anche il sudore (non necessariamente il bagno al mare) ne portano via gran parte. Attenzione al fattore di protezione 50: più alto significa maggiore protezione dai raggi ultravioletti e non che dura di più: usa le medesime accortezze dei fattori più bassi per non scottarti.
  • Non cadere nei luoghi comuni: una pelle abbronzata non significa una pelle più protetta, ma solo più danneggiata. Non è il caso di abbassare i fattori di protezione. Proprio perché la pelle ricorda, non aggiungere danni ai danni.
  • Non pensare che con la protezione solare rimmarrai pallida: l’abbronzatura giorno dopo giorno arriverà, senza i danni dei raggi UV. sarà più lenta e graduale, ma anche più durevole e compatta!

 

Foto: pixabay