Chi ha piercing e tatuaggi beve di più

di Valentina Cervelli 2

 Avere tatuaggi e piercing rappresenta un “fattore di rischio” per l’abuso di alcol. Potrà sembrare un po’ retrò e fomentante stereotipi di bassa lega, ma è di fatto quello che hanno scoperto i ricercatori dell’università della Bretagna del Sud analizzando le abitudini dei francesi in materia di superalcolici. Un trend molto particolare ma essenzialmente realista.

Alleggerendo la scoperta da quelli che potrebbero suonare come pregiudizi, si può affermare che con l’aumentare dei tatuaggi e dei piercing sul corpo delle persone aumenta di pari passo anche la quantità di alcol ingerito dalle stesse.  L’invito degli autori è quello di non leggere ad ogni modo tale risultato con fare accusatorio,  quanto quello di chiedere di utilizzare questa ricerca come base per una corretta individuazione delle persone a rischio di alcolismo.

Insomma, un punto di partenza per dare vita a degli interventi di prevenzione nei confronti di chi potrebbe cadere nell’abuso di alcol. Lo studio, condotto dal prof. Nicolas Guéguen, docente di scienze sociali all’università della Bretagna del Sud, verrà pubblicato nel mese di luglio sulla rivista di settore Alcoholism: Clinical and Experimental Research.

Si è trattato di uno studio scientifico-investigativo in piena regola. Il ricercatore ed i suoi colleghi si sono piazzati fuori dai pub e da altri locali nel corso di quattro sabato sera, prendendo in considerazione un campione di circa 3mila clienti, ai quali è stato chiesto una volta usciti dal locale di sottoporsi ad un alcol test e di descrivere quanti tatuaggi e piercing avessero.

I risultati hanno dimostrato che maggiore era il numero di tattoo e piercing sul corpo, maggiore era il consumo di alcol effettuato. Commenta il professore:

Diversi studi precedenti hanno associato la presenza di tatuaggi e piercing sulla pelle a una maggior probabilità di assumere comportamenti a rischio, come il sesso non protetto, risse, furti. I nostri dati indicano che aumenta anche la tendenza a bere in abbondanza, ma questo non dovrebbe servire a fomentare pregiudizi, anzi: genitori, medici ed educatori dovrebbero sapere che tatuaggi e piercing sono una specie di “marcatore” dell’uso di alcol e in base a questo provare a parlare con i giovani per prevenire abusi e comportamenti ad alto rischio.

Photo Credit | Thinkstock

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Fonte: ACER

Commenti (2)

  1. ne conosco un altro con queste idee… si chiamava Cesare Lombroso e ha vissuto nella meta’ del’800…

    Peccato che ho piercing, lobi dilatati, son tatuata dal collo alla vita e non bevo praticamente alcool… nemmeno fumo, non l’ho mai fatto.
    Sarebbe auspicabile che i ricercatori venissero pagati per fare qualcosa di piu’ utile invece che queste stronzate

    1. Potrà non crederci ma è lo stesso che ho pensato io, altrettanto tatuata (ne ho 3) anche se con un numero non eccessivo di piercing (solo due buchi per lobo): e non solo sono astemia, ma non ho mai nemmeno fumato una sigaretta. Era ad ogni modo interessante rendere noto lo studio, già solo per saggiare le reazioni del lettori 🙂

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