Sigarette elettroniche bocciate dall’ISS

di Valentina Cervelli 4

Le sigarette elettroniche sono state bocciate dall’ISS, l’Istituto Superiore di Sanità. Secondo una relazione recentemente presentata al Ministero della Salute, questi famosi feticci della sigaretta utilizzati in tutto il mondo non sarebbero adatti allo scopo per il quale sono state create, ovvero smettere di fumare.

Il mercato italiano delle sigarette elettroniche potrebbe subire un duro  colpo. Questi strumenti, contenenti diverse concentrazioni di nicotina, glicerina, acqua e diversi aromi a seconda del modello, avrebbero l’unico vantaggio, secondo l’organismo sanitario italiano, di abbattere i problemi derivanti del fumo passivo perché non funzionano per combustione ed emettono vapore. Il report consegnato al ministro Renato Balduzzi, contenente venti pagine di conclusioni, sostanzialmente indica come potrebbero rappresentare un rischio serio di “iniziazione al fumo convenzionale” per i giovani ed una potenziale dipendenza. Senza contare il fatto che, internazionalmente, ancora non si ha la riprova della loro funzionalità come strumento anti-assuefazione.

Secondo l’ISS, inoltre, la sigaretta elettronica, per sua composizione e scopo, andrebbe regolamentata come un dispositivi medico. Citiamo testualmente:

Si suggerisce infine che non esistendo  evidenza scientifica sufficiente a stabilire la sicurezza e l’efficacia come metodo per la dissuefazione, andrebbero regolamentate come dispositivi medici o prodotti farmaceutici e non come prodotti del tabacco.

Insomma, dovrebbero essere considerate, secondo il report, come medicinali. Al pari di ciò che accade in altri paesi. Qualche esempio? Australia, Canada e Norvegia le vietano. I nostri cugini d’oltralpe le autorizzano solo a scopo terapeutico, mentre negli Stati Uniti si sta pianificando di sottoporle al giudizio della FDA. La posizione italiana si avvicina molto a quella esternata qualche tempo fa dall’OMS, l’Organizzazione mondiale della Sanità, che al momento esprime parere totalmente negativo, sia perché non si hanno riprove della loro innocuità, sia perché vengono considerate come un sabotaggio nei confronti delle campagne contro il fumo.  Si legge ancora nel report:

Le ricariche con nicotina presentano potenziali livelli di esposizione per i quali non è possibile escludere il rischio di effetti dannosi per la salute umana in particolare per i giovani. Si ritiene opportuno che gli effetti dannosi per la salute siano comunicati al consumatore con apposite avvertenze sulla confezione.

Quale differenza quindi tra le sigarette elettroniche e quelle di tabacco?

ISS

Photo Credit | Thinkstock

Commenti (4)

  1. Io con la sigaretta elettronica ho smesso di fumare…e dopo un mese ho smesso di usare anche quella elettronica. .quindi fate voi

    forse il problema sta nella perdita di soldi che lo stato fa con il monopolio delle sigarette!!!

    Che schifo

  2. Nulla da aggiungere ,la mia storia e’identica e penso che lo stato dovrebbe vergognarsi ad appoggiare le solite lobby legate al tabacco
    Andrea

  3. Hahahahaha quante cazzate, chissà quante mazzette…

    1. Bhè non saprei….in che senso? Una maggiore regolamentazione non guasterebbe, come maggiori studi sull’efficacia e soprattutto controlli affinché non vi siano pericolose cineserie scambiate x prodotti sicuri.

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