Alcune sigarette elettroniche sono delle vere e proprie “bufale”

di Paola 1

Le sigarette elettroniche dovrebbero essere valutate, regolamentate, etichettate e confezionate in modo coerente con il contenuto della cartuccia e l’effetto prodotto, anche se tale effetto è un fallimento totale per il rifornimento di nicotina come dimostrato in uno studio sostenuto dal National Cancer Institute e condotto da un ricercatore della Virginia Commonwealth University.

Le sigarette elettroniche costituite da una batteria, un riscaldatore e la cartuccia contenente una soluzione di nicotina, glicole propilenico e altre sostanze chimiche, sono immesse sul mercato per fornire nicotina senza tabacco o sostanze tossiche a chi vuol smettere di fumare. Nonostante i dati non pubblicati in materia di sicurezza ed efficacia, questi prodotti sono venduti nei centri commerciali e online, senza essere regolamentati.

I consumatori hanno il diritto di aspettarsi che i prodotti immessi sul mercato che funzionano come un farmaco agiscano in modo sicuro e come promesso. I nostri risultati dimostrano che la sigaretta elettronica che abbiamo provato non rilascia il farmaco che promette di fornire. Non solo rilascia meno nicotina di una sigaretta. Piuttosto, non ha emesso nessun quantitativo di nicotina misurabile. In termini di rilascio della nicotina, questi prodotti sono efficaci quanto una sigaretta spenta

ha detto il ricercatore, Thomas Eissenberg, professore alla VCU del Dipartimento di Psicologia.

Secondo Eissenberg, questi risultati sono importanti perché dimostrano perché la regolamentazione di tali prodotti è essenziale per tutelare il benessere e i diritti dei consumatori. Con il regolamento, i consumatori possono aspettarsi che questi e altri prodotti simili siano valutati obiettivamente e quindi etichettati e confezionati in un modo che è coerente con il farmaco che contengono e gli effetti che producono.

Il regolamento è in grado di proteggere i consumatori dai prodotti non sicuri e inefficaci, ma questi prodotti lo hanno in qualche modo evitato finora.

Nello studio di Eissenberg, 16 partecipanti erano impegnati in quattro diverse sessioni, separate da 48 ore, in cui fumavano le loro sigarette preferite, una sigaretta spenta, o utilizzavano una delle due diverse marche di sigarette elettroniche. Eissenberg e il suo team hanno misurato il livello di nicotina nel sangue dei partecipanti, la loro frequenza cardiaca e la voglia di una sigaretta/nicotina.

Essi hanno osservato che quando i partecipanti utilizzavano i due marchi di sigaretta elettronica, non registravano un aumento significativo dei livelli di nicotina o di frequenza cardiaca, ed invece annotavano una riduzione minima nel desiderio di fumare. Tuttavia, quando i partecipanti fumavano proprio le loro sigarette, si osservavano aumenti sostanziali e significativi di nicotina plasmatica e della frequenza cardiaca, nonché riduzione del desiderio.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Tobacco Control.

[Fonte: Sciencedaily]

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