Smettere di fumare con la sigaretta elettronica: al via uno studio scientifico

di Filippo Coscetta 6

 Sarà uno studio dello IEO di Milano (Istituto Europeo di Oncologia, diretto da Veronesi) a decretare se, e in che misura, le sigarette elettroniche siano in grado di aiutare le persone a smettere di fumare. Lo studio coinvolgerà 126 pazienti per un periodo di 2 mesi con follow-up a 6 mesi. Le prime informazioni fatte pervenire dal istituto IEO sono sicuramente positive. A quanto pare le sigarette elettroniche sono uno strumento straordinariamente efficace per innescare il processo iniziale atto a contrastare l’assuefazione dal fumo legata a quell’aspetto, psicologico gestuale, secondo il quale alcune persone fumano per tenere le mani impegnate.

Ora sarà un protocollo scientifico effettuato in collaborazione tra l’Istituto Europeo di Oncologia, l’Istituto San Raffaele e il Centro Cardiologico Monzino a testare il funzionamento e l’efficacia delle sigarette elettroniche sui pazienti affetti da tumore o da infarto miocardico recente, fumatori di almeno 10 sigarette al giorno da almeno 10 anni.

“Oggi – dice il dottor Carlo Cipolla, Direttore dell’Unità di Cardiologia e Centro Antifumo dello IEO – annunciamo l’avvio di un protocollo scientifico che testerà la sigaretta elettronica nel contesto più difficile: quello di malati importanti che si trovano nella necessità ‘immediata’ di dover smettere di fumare, senza avere il tempo di poter accedere e seguire un protocollo completo che richiede mesi di terapie combinate”.

Dopo le tante polemiche sollevate da scienziati e dagli organismi internazionali su questa nuova frontiera della lotta al tabagismo, ora, si avranno delle risposte sulla reale efficacia delle sigarette elettroniche. La stessa OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) aveva sollevato forti dubbi sui benefici di questo metodo e sugli aromi utilizzati dalle sigarette elettroniche in quanto, le promesse fatte dai produttori non furono corroborate da sufficienti prove a supporto dei tanti messaggi accattivanti che promettevano di aiutare chi era dipendente dalle sigarette. Anche alcuni scienziati americani sin dalla comparsa delle prime “bionde” elettroniche rilevarono forti dubbi sulle reali potenzialità. Uno studio effettuato presso l’Università di Boston rilevò i primi punti a favore delle stesse attraverso un sondaggio effettuato su alcune persone che avevano usato questo innovativo strumento che rilasciava piccole quantità di nicotina. Il riscontro fu positivo ben il 31% dei partecipanti al sondaggio aveva dichiarato di aver smesso di fumare, senza avere avuto ricadute, dichiarando che questo metodo fosse più efficace delle gomme o dei cerotti alla nicotina. La lotta al tabagismo e all’assuefazione continua e si spera che presto si possa sapere se e in che misura le sigarette elettroniche siano effettivamente in grado di aiutare le persone a smettere di fumare.

[Fonte: Asca]

Commenti (6)

  1. Fumo da quarantanni, negli ultimi ventanni fumavo quaranta sigarette al giorno, dal 23 di gennaio del 2010 ho preso una sigaretta elettronica, quelle vendute al tabacchino, ho perfezionato la sigaretta con dei modelli più potenti provvenienti dalla Cina e utilizzando il liquido con base di nicotina variabile a mio piacere.
    Credo di aver trovato una soluzione alla mia dipendenza dal tabagismo, anche se ho un dubbio, a settembre 2010 mi hanno scoperto un carcinoma al rene che ho operato immediatamente, con esame istologico di natura maligna.
    Spero che il tumore si sia formato per altre cause, comunque continuo a fumare la sigaretta elettronica.
    Qualcuno di voi ha avuto problemi di questo tipo?
    Corradino

    1. Lei ha perfettamente ragione. Non si fa il ‘taglia e incolla’ e noi non lo abbiamo fatto, né abbiamo scritto che l’Oms ha condannato le sigarette elettroniche. Per comodità sua e degli altri lettori le offriamo il ‘copia e incolla’ del precedente scritto: ‘La stessa OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) aveva sollevato forti dubbi sui benefici di questo metodo e sugli aromi utilizzati dalle sigarette elettroniche in quanto, le promesse fatte dai produttori non furono corroborate da sufficienti prove a supporto dei tanti messaggi accattivanti che promettevano di aiutare chi era dipendente dalle sigarette. Anche alcuni scienziati americani sin dalla comparsa delle prime “bionde” elettroniche rilevarono forti dubbi sulle reali potenzialità.’ L’unico ‘copia e incolla’ operato riguardava, doverosamente, le dichiarazioni virgolettate. Il resto è notizia e riportare notizie, citando le fonti, è il miglior modo per divulgare e portare a conoscenza le persone che cercano informazioni e che vogliono essere informate.

  2. Io credo che verificare certe informazioni sarebbe d’obbligo! Nel suo documento l’OMS ha parlato della dannosita’ degli aromi per le sigarette tradizionali, non delle elettroniche! Per quanto riguarda le sigarette elettroniche si e’ limitata a dire che non si possono pubblicizare come “sistema per smettere di fumare” in quanto non ci sono studi che lo provino.
    Fare copia e incolla e’ controproducente (oltre che poco professionale),
    Saluti.

  3. Qui il documento ufficiale dell’OMS.
    http://apps.who.int/gb/fctc/PDF/cop4/FCTC_COP4_12-en.pdf

    Guardi, il virgolettato: ‘La stessa OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) aveva sollevato forti dubbi sui benefici di questo metodo e sugli aromi utilizzati dalle sigarette elettroniche’ – non e’ corretto in quanto l’OMS non cita gli aromi per le sigarette elettroniche ma bensi per quelle tradizionali.
    Parlo di copia e incolla perche’ all’epoca in cui usci’ il pdf di cui sopra, venne pubblicata una agenzia (ripresa poi da molti media nazionali) in cui si diceva (erroneamente) che l’OMS dichiarava dannosa la sigaretta elettronica per via degli aromi; in sostanza si era fatta una confusione clamorosa tra gli aromi e addittivi utilizzati nelle sigarette tradizionali (condannati appunto dall’OMS) e la pubblicita’ (non comprovata da nulla) che le sigarette elettroniche facilitassero la perdita del “vizio del fumo”: l’OMS contestava appunto quest’ultimo aspetto. Aggiungo anche che, sempre l’OMS, esprimeva il timore che tramite le sigarette elettroniche si potessero veicolare altre sostanze dannose per la salute (nella fattispecie droghe). Una mia considerazione potrebbe essere: ho timore a far vendere coltelli alla grande distribuzione perche’ chiunque, acquistandoli, potrebbe uccidere qualcuno.
    Saluti

  4. Pubblicato il primo studio europeo sulle sigarette elettroniche CATEGORIA

    Il 22.5% ha smesso di fumare e il 32.5% ha ridotto sostanzialmente il numero di sigarette fumate.
    Questi i risultati dello studio pilota, unico in Europa, per verificare l’efficacia e la sicurezza delle sigarette elettroniche CATEGORIA svolto in collaborazione dall’Università di Catania e la Lega Italiana Antifumo. Il trial clinico già concluso è stato condotto su 40 fumatori e ha dato ottimi risultati.

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    È possibile visionare i dettagli dello studio sul database medico internazionale ClinicalTrial.gov e sulla rivista medica BMC Public Health.
    Il suggerimento LIAF ai consumatori è quello di utilizzare prodotti certificati e di rivolgersi ai centri antifumo nazionali per un supporto medico specializzato per smettere di fumare.
    Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito http://www.liaf-onlus.org o inviando una mail a [email protected].

  5. Pubblicato il primo studio europeo sulle sigarette elettroniche CATEGORIA

    Il 22.5% ha smesso di fumare e il 32.5% ha ridotto sostanzialmente il numero di sigarette fumate.
    Questi i risultati dello studio pilota, unico in Europa, per verificare l’efficacia e la sicurezza delle sigarette elettroniche CATEGORIA svolto in collaborazione dall’Università di Catania e la Lega Italiana Antifumo. Il trial clinico già concluso è stato condotto su 40 fumatori e ha dato ottimi risultati.

    “Le sigarette elettroniche sono un’alternativa a basso rischio rispetto le sigarette tradizionali – afferma il Prof. Riccardo Polosa dell’Università di Catania, esperto internazionale per la terapia del tabagismo – e possono essere uno strumento coadiuvante nel trattamento della dipendenza tabagica”.

    È possibile visionare i dettagli dello studio sul database medico internazionale ClinicalTrial.gov e sulla rivista medica BMC Public Health.
    Il suggerimento LIAF ai consumatori è quello di utilizzare prodotti certificati e di rivolgersi ai centri antifumo nazionali per un supporto medico specializzato per smettere di fumare.
    Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito http://www.liaf-onlus.org o inviando una mail a [email protected].

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