Dieci regole anti-afa targate Ministero della Salute

di Paola 0

Ci lamentiamo sempre delle condizioni atmosferiche: fa sempre troppo caldo o troppo freddo. E così se nei giorni scorsi abbiamo avuto da ridire sulle temperature ben poco pre-estive di maggio, questa seconda settimana di giugno dobbiamo fare i conti con l’ondata di afa improvvisa che ha travolto l’Italia, in particolare le regioni centro-meridionali. Un caldo torrido giunto inaspettatamente, quando ormai credevamo l’estate fosse una stagione estinta.

Per evitare di farci cogliere impreparati e superare indenni le alte temperature, che arriveranno a sfiorare i 40° al Sud, il Ministero della Salute ha stilato un decalogo anti-afa che può tornarci utile. Vediamolo dopo il salto.

  1. Evitare di uscire nelle ore più calde della giornata, vale a dire tra le 11 e le 18. Vale per anziani, bambini, persone non autosufficienti, ma anche per i giovani e gli adulti sani: no all’attività fisica nei parchi nelle ore più torride.
  2. Optare per un abbigliamento leggero e comodo, indossando capi freschi sulla pelle in lino e cotone. Altri acccessori indispensabili: occhiali da sole, cappellino e protezione solare.
  3. Bambini, animali: mai lasciarli da soli in auto sotto al sole. Ventilare il veicolo quando si rientra in macchina dopo averla lasciata parcheggiata per ore. Non puntare l’areazione in faccia alle persone.
  4. Le finestre in casa si spalancano solo al mattino presto e alla sera, mai nelle ore più torride.
  5. No a condizionatori con la temperatura troppo bassa, meglio mantenerla a 24-26°.
  6. Per quanto riguarda i ventilatori meccanici, non indirizzarli direttamente sulle persone, piuttosto far circolare l’aria e non lasciarli fissi.
  7. Bere almeno due litri di acqua al giorno, no agli alcolici.
  8. I pasti devono essere leggeri con tante verdure e frutta fresca.
  9. Precauzione con i farmaci, tenerli lontano da fonti di calore e da irradiazione solare diretta.
  10. Particolare attenzione deve essere prestata ai soggetti a rischio, anziani, bambini e disabili in primis.

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