Insonnia, i rimedi naturali più efficaci per riposare

di Tippi 1

Insonnia rimedi naturali più efficaci riposare

L’insonnia è un problema molto diffuso e non va sottovalutato. Si manifesta con difficoltà di addormentamento, risvegli notturni frequenti o risveglio mattutino precoce. Vediamo insieme quali sono i rimedi naturali più efficaci per riposare.

Valeriana: i suoi principi attivi sono sedativi e favoriscono il sonno. Hanno un meccanismo d’azione simile a quello dei farmaci benzodiazepinici, anche se con minore potenza rispetto a questi. Aiuta a ridurre il tempo necessario per addormentarsi e a migliorare la qualità del sonno nelle prime ore di riposo. Alcuni componenti dell’estratto hanno un’azione antispastica sulla muscolatura liscia. L’infuso si prepara con 1 cucchiaio raso di radice di valeriana. Si versa nell’acqua bollente (1 tazza) e si spegne il fuoco. Si copre e si lascia in infusione per 10 minuti. Filtrate e bevete prima di andare a letto. In alternativa si può assumere 1 o 2 compresse o capsule di estratto secco (massimo 500-600 g al giorno) 30 minuti prima di andare a dormire. Ad alt dosi e per periodi prolungati può causare tachicardia. Il rimedio è controindicato in gravidanza, e durante l’allattamento. È sconsigliato anche in concomitanza con barbiturici, altri sonniferi e tranquillanti.

Escolzia: viene chiamata anche papavero della California ed è una pianta utile in caso di insonnia lieve o moderata. Agisce sul sistema nervoso centrale, favorendo il rilassamento muscolare e stimolando il sonno. È utile anche contro i risvegli notturni, il mal di testa, gli spasmi colici grazie all’azione antispasmodica e analgesica. L’infuso si prepara con 1 cucchiaio raso di escolzia (sommità) da versare in 1 tazza d’acqua bollente. Si lascia in infusione per 10 minuti. Si filtra e si beve. Si può dolcificare con 1 cucchiaino di miele. In alternativa, si può assumere 1 o 2 compresse o capsule di estratto secco 30 minuti prima di andare a letto. È controindicata in gravidanza e durante l’allattamento, in caso di malattie cardiocircolatorie (ipotensioni, brachicardia) e di assunzione contemporanea di psicofarmaci, tranquillanti e sedativi.

Photo Credit| Thinkstock