Il Karkadè per risolvere i problemi di ipertensione

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Parafrasando il titolo di un programma televisivo di tendenza, avremmo potuto titolare il post con il neologismo “Nonsolochimica”; già, perché a volte la medicina si affanna nella ricerca di rimedi artefatti per curare alcune patologie, ma solo finché non si accorge che anche nella Natura risiedono possibilità straordinarie. E’ il caso dei fiori dell’Hibiscus sabdariffa, a noi più noto come ingrediente essenziale di quegli infusi di Karkadé tanto in voga nei bar di questi tempi.

L’Hibiscus è una pianta perenne che cresce spontaneamente in Africa come nell’Asia tropicale, i cui fiori giallo chiaro – talvolta rosa – quando si sviluppano le capsule diventano rosso vivo. Da qui il classico colore delle tisane, che però non è l’unica – né la principale – caratteristica del Karkadé. Ricercatori della Tuft University di Boston hanno dimostrato che questa bevanda potrebbe diventare il rimedio naturale “principe” contro l’ipertensione.

E’ quanto dimostra un test condotto su un gruppo di 65 volontari tra i 30 e i 70 anni, che presentavano ipertensione arteriosa in forma lieve o moderata. Le “cavie” hanno accettato di bere 3 tazze al giorno di infuso di Hibiscus sabdariffa per un periodo di 6 settimane. II risultato è stato sorprendente: rispetto al gruppo di controllo (che ha gustato “finti” infusi di placebo), è stata riscontrata una riduzione della pressione sistolica media del 7,2%, con punte del 13,2% nei soggetti con i valori più alti.

Un risultato non da poco, soprattutto se si pensa che è stato calcolato come una diminuzione della pressione arteriosa di soli 3 mm di Hg riduca dell’8% il rischio di ictus, mentre per le patologie coronariche più in generale il calo è del 5%. E non finisce qui: il Karkadé, infatti, ha già spopolato nei bar per via di altre sue importanti qualità. Gli infusi di fiori dell’Hibiscus sabdariffa facilitano la digestione e la diuresi (anzi, in qualche caso sembrano avere anche proprietà lassative), disinfettano per le vie urinarie, sono – blandi – antinfiammatori e lenitivi e regolarizzano la funzione epatica. Un caso, quello del Karkadé, emblematico di come la Natura e la medicina possano sposarsi per migliorare la qualità della vita.

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