Antibiotici, l’uso scorretto causa epidemia di superbatteri

di Cinzia Iannaccio 1

 Li chiamiamo ormai superbatteri eppure si tratta di microrganismi comuni come nel caso dell’escherichia coli. Perché sono “super”? Perché uccidono e ci fanno tanta paura? A nostro parere, forse non troppa, occorre maggiore consapevolezza dei rischi, cosa che si cerca di promuovere con iniziative come la “Giornata europea di informazione sugli antibiotici 2012” che si è svolta ieri, come ogni anno il 18 Novembre. Vediamo nel dettaglio.

Di fatto il problema dell’epidemia di super batteri si basa sull’uso scorretto degli antibiotici, a partire dall’auto-prescrizione di tali medicinali che, va ricordato, agiscono distruggendo solo i batteri e non i virus. E’ questo il periodo giusto anche per evidenziare tale concetto, visto che l’influenza stagionale (di origine virale) è alle porte. Anche solo il mal di gola però, 9 volte su 10 è provocato da un virus e non da un batterio e quindi l’assunzione di antibiotici non solo è inutile, ma anche deleteria: ciò consente ai batteri di sviluppare resistenza agli antibiotici stessi, unici farmaci in grado di contrastarli. Questi medicinali vanno dunque assunti solo su prescrizione medica e seguendo con precisione le modalità consigliate. Ha spiegato in occasione della Giornata europea Zsuzsanna Jakab, Direttore Regionale OMS per l’Europa:

“Fin dalla loro scoperta oltre 70 anni fa, gli antibiotici hanno mantenuto in vita la maggior parte di noi, contrastando infezioni batteriche che altrimenti sarebbero state fatali. L’uso di antibiotici (e vaccini) ha allungato la nostra vita di circa 20 anni di media. Se vogliamo mantenere questo miracolo medico, dobbiamo comprendere appieno quando gli antibiotici funzionano e quando no, ed agire di conseguenza. Si tratta di una questione che riguarda tutti, da coloro che impostano politiche e strategie, svolgono attività di ricerca, producono farmaci, li prescrivono o li usano”.

In alcuni Paesi d’Europa gli antibiotici sono ancora venduti come farmaci da banco, senza l’obbligo di prescrizione (ricetta) medica e comunque si usano in modo inappropriato: il mal di gola passa dopo due giorni e si sospende erroneamente la terapia che invece sarebbe dovuta durare almeno 6 giorni, tanto per fare un esempio. Da qui i batteri più resistenti e l’inefficacia degli antibiotici finora usati …. sempre più spesso.  Il tutto è aggravato dal fatto che negli ultimi 25 anni la ricerca scientifica non ha scoperto nuove: ogni anno, più di 80 000 persone sviluppano una forma di tubercolosi resistente agli antibiotici. Alcuni paesi europei segnalano casi di gonorrea resistente a cefalosporina.

Anche in Europa una delle principali minacce è la diffusione di batteri sempre più resistenti agli antibiotici della famiglia carbapenemi, unica cura per malattie gravi come quelle da batteri multiresistenti Escherichia coli. Ceppi virulenti di E. coli come sappiamo dalla cronaca possono provocare gastroenteriti, infezioni delle vie urinarie e condizioni più gravi, come la meningite, sindrome uremico emolitica-, setticemia e polmonite. Negli ultimi due anni, la resistenza ai carbapenemi è emersa in modo preoccupante nell’Unione europea (UE), mettendo a repentaglio la capacità di curare i pazienti, con l’aggravante di una facile trasmissione di questi batteri. La consapevolezzza dei rischi dunque è abbastanza? Approfondimenti sul sito dedicato.

Foto: Thinkstock

 

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