Una pancreatite obbliga al ricovero la moglie del Premier Monti

di Cinzia Iannaccio 2

 La signora Elsa Antonioli moglie del Premier Mario Monti è stata ricoverata nei giorni scorsi presso il Policlinico Agostino Gemelli di Roma in seguito a dei dolori addominali, rivelatisi poi sintomi di una lieve pancreatite. Ma di cosa si tratta? Quali sono le cause di questa patologia  e gli altri sintomi correlati? Proviamo a spiegarne le caratteristiche augurando a Lady Monti una pronta guarigione.

Cos’è la pancreatite?

La pancreatite è, come dice il nome, un’infiammazione del pancreas. Questo organo è in realtà una ghiandola (situata dietro lo stomaco) deputata a secernere enzimi fondamentali per la digestione ed ormoni quali l’insulina ed il glucagone, utili nel mantenimento dei giusti valori di glicemia e nel metabolismo. L’infiammazione del pancreas, ovvero la pancreatite si manifesta quando gli enzimi digestivi hanno un deficit di funzionamento. La pancreatite può essere acuta (improvvisa, nella maggior parte dei casi provocata da calcoli biliari, abuso di alcool, alcune tipologie di farmaci, infezioni, trigliceridi alti o traumi) o cronica (effetto collaterale di una acutizzazione trascurata o provocata dall’uso prolungato di alcol).

 I sintomi della pancreatite

Il sintomo principale di questa patologia è il dolore addominale, che può essere più o meno intenso. Nei casi più gravi di pancreatite acuta, si possono avere anche fenomeni di sanguinamento della ghiandola stessa. Nausea e vomito gli altri sintomi, insieme alla comparsa (non sempre) della febbre e di una aumento della frequenza cardiaca. In caso di pancreatite cronica, oltre a questi disturbi, si può sviluppare anche il diabete (quale diretta conseguenza di un danno pancreatico già avvenuto) e sindrome da malassorbimento (perdita di peso non motivata).

La pancreatite si può curare?

La pancreatite si cura adeguatamente nell’80% dei casi. In fase acuta è necessario il ricovero ospedaliero durante il quale si somministrano liquidi ed antidolorifici per via endovenosa, oltre a fare analisi e test basilari per comprendere le cause scatenanti e lo stato di salute della ghiandola. Nei casi gravi (più rari) può essere necessaria la terapia intensiva, perché la pancreatite grave può arrecare danni a diversi organi (cuore, polmoni o reni), oltre che del pancreas stesso che potrebbe essere necessario trattare per via chirurgica. In generale, come sicuramente nel caso della signora Monti, il recupero avviene in pochi giorni anche se poi può essere necessario il trattamento delle cause scatenanti, come ad esempio nel caso dei calcoli biliari.

 

 

 

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