La Campania è la regione più giovane, la Valle d’Aosta quella più magra, le Marche la più longeva: il rapporto Osservasalute 2007, pubblicato dall’Osservatorio nazionale presso l’ Università Cattolica di Roma, è un atlante della salute delle regioni italiane. Risultato: anche se con tante differenze tra zona e zona, in Italia si bada ancora poco alle sane abitudini. La Liguria si conferma la regione più vecchia: la metà degli abitanti ha più di 47 anni e un altro quarto tra i 30 e i 46 anni.

I più giovani? In Campania, dove la metà della popolazione ha meno di 37 anni e solo un’ quarto ne ha più di 55. Eppure il primato della fecondità spetta al Lazio, in cui dal 2003 al 2006 c’è stato un picco di nascite: da 36,4 nati vivi per 1000 donne a 38,5.

Oggi alla nascita gli uomini italiani possono aspettarsi di vivere mediamente 78,3 anni, le donne 83,9 anni. Ma attenzione: se vivete nelle Marche, questi numeri si allungano, arrivando a 79,2 per i maschietti e a 84,8 per le femminucce.
Trend in aumento per gli obesi, che passano dall’8,5% al 9,9%. Con decise differenze tra Nord e Sud. Se in Campania, Puglia, Basilicata e Calabria le persone in sovrappeso sono il 38%, e gli obesi toccano il 12% in Basilicata e il 12,9% in Puglia, le percentuali scendono al Nord: in Piemonte c’è il 31,4% di persone in sovrappeso e 1’8,3% di obesi.


La colpa? Di ciò che si mette a tavola. Il consumo di frutta e verdura è aumentato, ma solo 5 italiani su 100 ne consumano 5 porzioni al giorno. Al bando il tapis roulant: siamo un popolo di pigri. Nel 2005 solo il 20% della popolazione ha dichiarato di praticare in modo continuativo uno o più sport nel tempo libero e il 10,3% in modo saltuario. I più lenti? I siciliani. I più attivi? I bolzanini.

Un bicchierino e un tiro: tra il 2003 e il 2005 i consumatori di alcol sono diminuiti (29,2% contro 27,9%), ma è emersa una nuova, inquietante tendenza: il binge drinking, i superalcolici diffusi tra i giovanissimi, soprattutto al Nord. Anche i fumatori sono diminuiti (dal 29,2% al 27,9%), però sono rimasti invariati sia gli ex fumatori che i non fumatori.
La morale? Badare poco alla salute ha un costo: il disavanzo sanitario pubblico è di 43 euro per persona, 2,5 miliardi di euro in totale.

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