Trapianto di cornea, tra Grande Fratello e speranze

di Angela Gennaro Commenta

Grande Fratello. Che c’entra, direte giustamente voi. C’entra, perchè quest’anno la Casa più famosa e più spiata d’Italia ospita Gerry. Gerry è cieco Gerry è un trentunenne di Locri, non vedente che lavora a Fiumicino in aeroporto nell’area del trasporto dei disabili.: non vede dalla nascita, a causa di un glaucoma, malattia che porta danni al nervo ottico, e che, se non curata in modo pertinente, può portare alla cecità.

La storia di Gerry è ormai nota ai più: piccolo, a soli sette mesi, è stato sottoposto al primo intervento per la vista. Un anno dopo, ne aveva già subiti 14. Fino al trapianto di cornea, appunto, avvenuto nel settembre del 2007. Il suo volto è ancora segnato da quell’operazione.

La Sitrac, Società Italiana Trapianto Cornea, ha recentemente lanciato l’allarme: i trapianti sarebbero in aumento, per intervenire sulle conseguenze di infezioni causate da un uso scorretto delle lenti a contatto.

Al di là dei trapianti correttivi, l’Italia detiene, in Europa, il primato per quanto concerne le donazioni di cornee. Un po’ di numeri: 4.500 trapianti all’anno, e 12mila donazioni. Tanto che, in questo settore, le liste d’attesa non sono così imbarazzanti come per altri tipi di organi. E anche le staminali sono una realtà che si sta affermando, con la quale è possibile ricostruire la cornea. Delle cornee prelevate, più o meno la metà non è riutilizzabile purtroppo per trapianti: viene, quindi, avviata alla conservazione a lungo termine in un incubatore a 31 C. Perché il 50% di esse potrà ancora ridare la vista a qualcuno. Le altre vengono immerse in un liquido di conservazione che ne assicura l’integrità dai 5 ai 40 giorni.

Il trapianto di cornea avviene generalmente in anestesia totale, e sostanzialmente si sostituisce una porzione di cornea opaca con una trasparente. Perché trasparenza e regolarità della superficie della cornea sono la conditio sine qua non per una vista limpida.

Nei casi di donazione, le cornee, prelevate dopo la morte del paziente, vengono inviate ad una delle 13 banche degli occhi in Italia. Normalmente non viene sostituita tutta la cornea, ma, con il trapianto selettivo, solo alcuni strati di essa – quelli danneggiati. L’intervento, in genere, viene ripetuto più di una volta, ma negli ultimi tempi, grazie proprio alla tecnica selettiva, le nuove cornee accompagnano il paziente da lì in avanti.

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