La batteriuria nelle urine in gravidanza, come si cura?

di Valentina Cervelli 2

Sotto il termine medico di batteriuria si indica la presenza di batteri, in quantità significativa, nelle urine. Solitamente essa rappresenta una spia di infezioni presenti nell’apparato urogenitale. A breve scopriremo non solo nello specifico in cosa consiste questa patologia, ma come curarla quando colpisce una donna nel periodo della gravidanza.

Bisogna partire da un presupposto: l’urina è un liquido sterile. Nel momento in cui dalle analisi dovesse risultare uno stato di batteriuria, prima di tutto è necessario accertarsi se vi sia stata una contaminazione del campione di urina durante il trasporto o se effettivamente persistano le condizioni per una infezione.

Sebbene tecnicamente questa patologia si manifesti in entrambi i sessi nello stesso modo sia in infanzia che in vecchiaia, è quasi sempre quello femminile in età adulta  a registrare la maggiore incidenza di casi. Tutto ciò è dovuto alla composizione anatomica della donna, più soggetta ad eventuali contatti con i germi.

Batteriuria in gravidanza: cosa può succedere

Proprio per via della particolare incidenza che questa malattia può avere nelle donne nella loro età fertile, e per le conseguenze che può avere sul bambino, in caso di gravidanza, la donna viene sottoposta ad urinocoltura intorno alla sedicesima settimana di gravidanza. Un passo necessario per stabilire se si sia instaurato un quadro di batteriuria.

La presenza di infezioni batteriche, a prescindere dalla loro sintomatologia più o meno presente, possono non solo apportare infezioni ai reni delle gestanti (pielonefriti in maggioranza, n.d.r.) ma posson nuocere al bambino, scatenando in alcuni casi, dei problemi di riduzione del peso, dello sviluppo ed in alcuni casi anche delle nascite premature.

Batteriuria in gravidanza: la cura

Al pari di una condizione fisiologica normale, anche in caso di gravidanza, la donna che presenza batteriuria deve essere sottoposta ad una adeguata terapia batterica. Dato il particolare stato nel quale vivono, per non inficiare lo stato di salute della madre e del bambino, il medico sceglie un antibiotico sia ben tollerato da madre e feto, sia adatto a sconfiggere l’infezione in base ai risultati della coltura delle urine.

I farmaci più utilizzati sono la  fosfomicina, il ceftibufene e la nitrofurantina. Sebbene tutti e tre secondo l’Agenzia del farmaco non comportino problemi per entrambi i soggetti, la nitrofurantina viene sconsigliata nelle ultime fasi della gestazione.

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