Sindrome di Alport tutte le cure

di Cinzia Iannaccio Commenta

Come si cura la sindrome di Alport? Ma soprattutto: si può curare? Trattandosi di una malattia genetica e rara -come purtroppo spesso accade in questi casi- la risposta non è semplice. Non si può guarire da questa condizione, ma si possono fare numerose cose per rallentare l’evolversi dei sintomi. Ecco quali:

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Farmaci per la pressione

E’ noto come alcuni farmaci per la pressione del sangue agiscano sul sistema renina -angiotensina-aldosterone che influenza lo sviluppo dei disturbi renali legati a questa malattia. Gli ACE inibitori dunque vengono talvolta utilizzati per ridurre la proteinuria alta nei pazienti, capaci anche di indurre un abbassamento della pressione sanguigna in aumento con la condizione. Allo stesso modo, un’altra classe di farmaci, gli ARB – bloccanti del recettore dell’angiotensina- rilassando le pareti dei vasi sanguigni aiutano ad abbassare la pressione arteriosa. Entrambe le tipologie di farmaci con la loro azione contribuiscono a ritardare la progressione della malattia renale.

 

Monitoraggio proteinuria

Utile sarà anche monitorare sempre i livelli di proteine nelle urine (proteinuria) a partire anche dai bambini di un anno che si sospetta siano affetti da questa sindrome.

 

Farmaci per la ritenzione idrica

In caso di ritenzione di liquidi potranno essere utili-previa prescrizione e sotto controllo del medico- dei farmaci diuretici per aiutare i reni nella loro funzione.

Monitoraggio colesterolo

Anche mantenere il colesterolo sotto controllo è fondamentale: l’ipercolesterolemia è infatti particolarmente pericolosa per le persone con Sindrome di Alport e le statine spesso sono utilizzate a tale scopo.

 

Dieta e stile di vita

Anche la dieta ha un ruolo determinante nel ritardare la progressione verso l’insufficienza renale: rridurre il sale, equilibrare i liquidi, limitare le proteine sono gli step fondamentali, ma solo nell’ottica di una più generale alimentazione sana ed equilibrata. Meglio rivolgersi ad un nutrizionista per sapere cosa mangiare. Allo stesso modo, il paziente deve anche essere consapevole del giusto apporto di potassio (troppo può danneggiare precocemente i reni, ma una piccola quantità è comunque necessaria per la muscolatura), di fosforo, di proteine (più difficili da smaltire per i reni), grassi e carboidrati (il sovrappeso mette l’organismo ulteriormente sotto sforzo), o alcolici. Al contrario sono preferibili frutta e verdura. Meglio inoltre non fumare e mantenere una buona forma fisica  attraverso l’esercizio fisico.

 

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Fonte: News medical.net

 

Foto: Thinkstock