Cnr: nei giovani l’ubriachezza è in aumento

di Marco Mancini 1

In Italia è emergenza alcool. Nonostante le campagne pubblicitarie con cui stanno tappezzando le nostre città, o gli spot che mandano ogni giorno in tv, il problema dell’alcool tra i giovani non diminuisce, ma anzi se possibile, diventa ancor più grave. A stabilirlo è un’indagine svolta dal Cnr, iniziata nel 1999 e che continua ancora oggi, la quale mette in guardia sul problema.

Non va sottovalutato, né messo in secondo piano, perché se fino ad oggi ci siamo scandalizzati quando ai telegiornali sentivamo di persone ubriache alla guida che investivano degli innocenti pedoni, questo fenomeno potrebbe aumentare sempre di più. Secondo i dati dell’indagine infatti, il consumo alcolico tra i giovani è in costante aumento. All’inizio dell’indagine, 10 anni fa, il numero di studenti universitari intervistati che ammetteva di bere talmente tanto da essere ubriachi almeno una volta l’anno è salito dal 39 al 43%. Un fenomeno che però, naturalmente, non riguarda solo gli studenti. Anzi, si comincia a bere sempre prima.

Ad oggi sono i minorenni, i quali per legge non potrebbero acquistare alcolici, quelli che preoccupano di più. Secondo il Cnr, quasi un quindicenne su tre, per la precisione il 30%, ammette di ubriacarsi almeno una volta l’anno; percentuale che sale improvvisamente solo due anni dopo, tra i 17enni. In questa fascia d’età infatti la metà degli intervistati uomini ammette di ubriacarsi almeno una volta l’anno, mentre le donne sono un po’ meno, “solo” il 41%. Percentuale che sale ancora con la maggiore età, visto che tra i diciannovenni la percentuale sale rispettivamente al 58 e al 45%. Senza parlare del dato più preoccupante: un’ubriacatura all’anno può capitare, ma circa un quindicenne su quattro ammette di ubriacarsi almeno una volta al mese, il che sembra essere un po’ eccessivo.

Altro dato molto preoccupante è che sono in molti, il 98% degli intervistati, a sapere quanto sia pericoloso guidare sotto l’effetto degli alcolici, eppure lo fanno lo stesso. Il motivo per questo “sprezzo del pericolo” è, secondo gli esperti, perché l’alcool distorce la realtà e ci fa sentire sicuri di noi stessi, anche se non lo siamo. Che cosa succede quando si guida ubriachi è spiegato dallo stesso Cnr. Per fare un paragone, è come se una persona non ubriaca si mettesse al volante con occhiali scuri, orecchie tappate e mani e piedi avvolti in degli elastici che ne rallentano i movimenti. Le conseguenze sono note: i riflessi sono rallentati, la percezione del pericolo diminuita, ed in caso di frenata improvvisa, o semplicemente di necessità di rallentare, si ha bisogno di decine di metri in più per farlo, mettendo in pericolo la vita propria, quella di chi sta in macchina con noi, ed anche degli altri autisti o dei pedoni. Senza parlare delle conseguenze sul fisico, come la cirrosi epatica, il favorire dell’insorgere dell’Alzheimer e del cancro. Ma ne vale proprio la pena?

[Fonte: Repubblica]

Commenti (1)

  1. No, non ne vale la pena… perchè ubriacarsi, io ancora non l’ho capito!

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