Influenza bambini, consigli per evitare le ricadute

di Cinzia Iannaccio 1

Chi ha dei bambini lo sa per esperienza: l’influenza non sempre guarisce del tutto e dopo una bella curetta al caldo, in casa, al primo rientro a scuola ecco che i sintomi ricompaiono e si alza di nuovo la febbre. Lo so per esperienza: lo scorso anno il mio piccino ha avuto ben tre ricadute nell’arco di un mese e mezzo con picchi di febbre fino ai 39,5° ogni volta. Anche quest’anno siamo sulla buona strada a quota 2. Di fatto, il 5% di tutti i bimbi che hanno passato l’influenza stagionale, nelle prossime settimane tornerà a stare male. Che fare?

I sintomi, sempre gli stessi a carico delle vie respiratorie: rinite (starnuti, naso otturato o gocciolante), tosse, difficoltà di respirazione. Non mancheranno i dolori muscolari e alle ossa, mancanza d’appetito, febbre alta e complicanze gastrointestinali con vomito e diarrea. La febbre inoltre (proprio come già capitato a mio figlio) potrebbe perdurare per 3-5 giorni.

Nel nostro Paese per fortuna finora i casi di complicanze di influenza tra i bambini sono stati pochissimi, come scarso è stato il numero dei piccini che hanno avuto necessità di un ricovero ospedaliero. La parola d’ordine per continuare su questo trend è migliorare ancora è “prudenza”, come spiega il dottor Alberto Villani Responsabile di Pediatria Generale e Malattie Infettive dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma:

“L’arma migliore contro le ricadute dell’influenza è quella di non avere fretta di tornare alla routine, di rimandare magari il bambino a scuola. La migliore terapia in questi casi (anche per gli adulti ndr) è una buona convalescenza. Subito dopo la malattia infatti, l’organismo è più vulnerabile, soggetto a nuove infezioni, da parte di germi e batteri che altrimenti passerebbero inosservati e che in tal caso possono invece provocare sintomi ancora più gravi della prima malattia. E’ bene stare tranquilli e a riposo almeno un paio di giorni dopo la febbre, durante i quali il bimbo andrà lasciato dormire un pochino di più al mattino. Occorrerà che dedichi poi del tempo ai 4 pasti giornalieri, favorendo l’assunzione di frutta e di verdure fresche. Infine, laddove il clima lo permettesse, approfittarne per uscire, nelle ore più calde, per una breve passeggiata e giocare all’aperto. Dopo 4-5 giorni si potranno riprendere le normali attività, comprese quelle sportive nel caso di bambini più grandi. Potrà inoltre essere utile somministrare un multivitaminico per qualche giorno o anche la sola vitamina C”.

Con mio figlio ho aspettano stavolta una settimana prima di farlo tornare alla routine, giusto ieri. Dovrebbe funzionare.

Foto: Thinkstock

Fonte: Opbg

 

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